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Quali sono gli elementi principali per promuovere l’innovazione digitale in un paese? Analizziamo i fattori guardando ad esempi concreti come la SIlicon Valley


Indice dei contenuti:

  1. I 4 elementi fondamentali per l’innovazione
  2. La nascita della Silicon Valley
  3. Cina – Il tuono d’Oriente

  4. La situazione Europea

1) I 4 elementi fondamentali per l’innovazione


Non è più un segreto che le nostre vite siano state profondamente cambiate dagli avanzamenti tecnologici. Dagli ebooks fino ai pagamenti digitali, viviamo in un modo in cui tutto è accessibile e dato per scontato. Proprio a causa di questa estrema accessibilità, l’utilizzo dei dati è diventato uno dei punti cardine su cui si baseranno le imprese del futuro. In questo senso è possibile delineare quali siano i fattori che permettono ad un’ambiente economico e quindi ad una nazione, di superare la competizione mondiale nel campo della tecnologia.

I 4 fattori sono di seguito elencati:

  • Availability (disponibilità) dei dati
  • Capacità degli ingegneri
  • Capacità degli imprenditori
  • Leggi e regolamenti che agevolano, o per lo meno non interferiscono, con l’innovazione

outside the box
In presenza di condizioni favorevoli nei confronti di queste 4 discriminanti, una nazione è in grado di affacciarsi al panorama mondiale e dire la sua nel campo dell’innovazione. Ma cosa fa veramente la differenza? La risposta è l’intelligenza artificiale ed è infatti proprio su questo aspetto che i 4 paramenti delineati da Kai-Fu Lee in A.I. Superpowers sono in grado di portare una nazione al “livello successivo”. Questo perché siamo arrivati ad un punto nello sviluppo degli algoritmi in cui non è più necessaria la presenza di un visionario del machine learning per proporre un prodotto di qualità, ma con un ingegnere informatico di un buon livello è già possibile dare vita ad un software totalmente valido. Molti degli algoritmi per generare app con machine learing systems sono anche disponibili online gratuitamente, quindi da questo punto di vista l’unico limite è la visione degli sviluppatori. In quanto l’idea di machine learning A.I. si basa sul fatto che l’algoritmo, e quindi il software, venga solamente impostato nella maniera corretta che gli permetta di imparare ed istruirsi da solo. Ed è qui che si capisce l’importanza del fattore numero 1, la disponibilità dei dati. Il concetto è semplice, più dati vengono forniti ad una macchina per fare una predizione e maggiore sarà la probabilità che l’outcome sia esatto. Una volta che l’ambiente economico è operativo ed inizia ad attrarre talento e svilupparsi, la struttura necessita quindi di entrate e di gestione del personale con tutti i problemi fiscali e operativi che un’azienda comporta. Qui che entrano in gioco i fattori meno “tecnici” dell’innovazione. Infatti, l’inserimento di un imprenditore in grado di vendere e gestire il software dal punto di vista contabile e le agevolazioni fornite dal governo possono creare quelle che si chiamano StartUps.

2) La nascita della Silicon Valley


E’ proprio così che è venuta a formarsi la prima vera hub dove l’innovazione è ormai diventata routine: la Silicon Valley. Basata poco fuori da San Francisco, la Silicon Valley è stato ed è tuttora il luogo in cui gli imprenditori americani si riuniscono per la realizzazione delle proprie idee. Partendo da Google, passando per Facebook, la quantità di aziende che si sono formate nei pressi della bay-area è davvero numerosa. Questo è successo proprio perché i 4 fattori fondamentali erano pronti ad essere sfruttati dagli anni ’80 in poi, quando agli albori del mondo digitale, l’istruzione americana permetteva ai giovani ingegneri di trovare finanziatori disposti ad investire nel mondo del web.

Silicon Valley
Tutt’oggi l’ambiente della Silicon Valley è sinonimo di innovazione. La creazione di giganti come Facebook e Apple ha infatti incentivato la creazione di un sistema in cui le startups non solo vengono create per diventare enti a sé stanti, ma spesso vengono anche pensate per essere acquisite da aziende di maggior portata, che in questo modo risparmiano molti soldi da investire in ricerca e sviluppo. In questo senso è iconico il “modus operandi” di Facebook che per aumentare il reach, ampliando la propria offerta, ha acquisito Instagram e WhatsApp e sta continuando ad investire in collaborazioni per delineare il futuro della comunicazione. Come spiega in questa intervista con Marques Brownlee, il fondatore Mark Zuckerberg crede fermamente che il futuro sia la comunicazione tramite ologrammi ed è per questo che continua ad acquisire compagnie come “Crtl-labs”. In continua espansione, i giganti della bay-area, dopo i primi anni di boom assoluto hanno trovato anche il modo di assestarsi in campo internazionale come Europa, Sud America e buona parte dell’Asia. L’unica nazione in cui hanno realmente trovato difficoltà è stata la Cina.

3) Cina – Il tuono d’Oriente


Con una storia molto nazionalista, la Cina è sempre stata una nazione abbastanza restia ad aprire i propri confini soprattutto nei confronti delle potenze occidentali. Oggi però il panorama mondiale è decisamente diverso. In un mondo sempre più connesso le aziende e il governo cinese hanno capito quanto sia importante entrare in contatto con le altre nazioni, soprattutto per imparare. E’ proprio così che è venuto a crearsi uno dei più grandi centri dell’innovazione mondiale, che ha oggi la sua sede figurativa a Shenzhen con il mercato azionario delle aziende digitali cinesi. Questo concetto è partito circa 20 anni fa nel momento in cui i cinesi hanno capito che il futuro del mondo del lavoro sarebbe stato rivoluzionato dall’informatica.

Cina
Dal quel momento, un paese ancora molto agrario e retrogrado ha iniziato a investire pesantemente nella creazione di centri urbani all’avanguardia e uno sviluppo costante nella tecnologia. Oltre a fare ciò a fine anni ’90 e primi 2000 è cresciuto di gran lunga anche lo sviluppo delle prime aziende in campo digitali Cinesi. Le prime erano tutte copie di aziende americane. Come scrive Lee nel suo libro, gli imprenditori cinesi andavano negli Stati Uniti per prendere le idee e riadattarle al mercato cinese e per molti anni questo ha dato alla luce molte app conosciute come “la copia di Facebook”, “la copia di Google”, la “copia di Airbnb” e così via.

Oggi la situazione non è più così. Per immaginarci come possa essere il mercato delle startup cinesi, possiamo prendere in prestito una metafora usata in A.I. Superpowers, provando ad accostare l’ambiente competitivo Cinese ad un Colosseo. Gli imprenditori sono i gladiatori che combattono nell’arena e il governo e le società cinesi di VC sono l’imperatore e gli spettatori che decidono la sorte del concorrente. La metafora del Colosseo rende bene l’idea di competitività di un mercato in cui secondo i canoni culturali è lecito copiare e in cui la cultura del lavoro è tale che molti cinesi lavorerebbero 24/24h pur di superare la competizione. Insomma, un massacro dal quale solamente i più valorosi riescono ad uscire vincitori. Oltre a queste ambizioni anche i 4 fattori fondamentali sono completamente a favore del mercato cinese. In una nazione di più di 1 miliardo di persone in cui tutti i dati sono raccolti e gestiti dal governo, dove il mondo dell’educazione si sta evolvendo e il governo sta investendo moltissimi soldi per lo sviluppo di nuove imprese, non è difficile capire perché sarà la Cina il paese protagonista dei prossimi anni.

4) La situazione Europea

In tutto questo dove sono l’Europa e ltalia? Essendosi mosso più tardi, il vecchio continente ha ancora da recuperare nei confronti delle altre superpotenze. Nonostante ciò, ci sono diversi aspetti positivi che pongono l’Europa in una condizione favorevole, soprattutto per i suoi cittadini.

Alcune hub di creazione delle start up si stanno cominciando a muovere anche grazie alla promozione di piani di innovazione da parte del governo centrale.  I paesi più sviluppati in questo senso sono Germania, Francia e nonostante che non faccia più parte dell’Europa, la Gran Bretagna rimane un player molto importante per l’Eurozona. Alcune delle startup europee di maggior successo sono Greensill, Deliveroo, UiPath, GitLab . Quindi non è vero che l’Europa sta rimanendo a guardare quando si tratta di innovazione, è altrettanto vero però che ancora la strada è lunga prima di raggiungere Stati Uniti e Cina. In Italia invece, complici un’economia stagnante ed una burocrazia poco scorrevole, siamo rimasti indietro rispetto alle compagini europee. E’ infatti difficile nominare una startup italiana che abbia riscosso grande successo all’infuori dei confini nazionali. Ad ogni modo, recentemente, si sono venute a creare le prime hubs di innovazione soprattutto a Milano dove il mercato si sta sviluppando e presto si spera che raggiunga le alte città europee. Iniziative come il SIOS stanno proprio a confermare che qualcosa si sta muovendo.


Pensate che l’Italia possa inserirsi nel palcoscenico mondiale sul campo dell’innovazione? Quali sono le misure necessarie affinché questo avvenga?
Facci sapere la tua nei commenti e seguici su SuitUpBlog per non perderti i prossimi articoli come “Industria 4.0 – Le 9 principali tecnologie abilitanti” 🙂

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