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Si parla ormai da tempo di un possibile scoppia della bolla sulle crypto, ma è davvero così? Scopriamo in questo articolo le possibili conseguenze di un reale scoppio della bolla sulle criptovalute per essere preparati a qualsiasi evenienza.

1) Storie delle Crypto


Pur essendo state generate di recente, l’origine delle criptovalute è già avvolta da narrazioni leggendarie. Si racconta che il suo creatore sia un certo Satoshi Nakamoto, il quale ideò la prima e più famosa criptovaluta: il bitcoin. Correva l’anno 2008. Il 31 ottobre (poco più di un mese dopo il fallimento di Lehman Brothers) Nakamoto rende noto il suo programma: creare un sistema monetario elettronico sfruttando la rete peer-to-peer (p2p), ossia una rete paritaria in cui ogni terminale è client e server (elaboratore e controllore) al tempo stesso, sfruttando la tecnologia dei registri condivisi (DLT), ossia la blockchain, per evitare che la valuta possa essere copiata. In seguito nel 2009, si realizza il primo “blocco” dal quale si svilupperà la blockchain dei bitcoin: il blocco viene, come si dice, “minato”. Il blocco successivo registra la prima transazione di bitcoin tra Nakamoto e Finney (un’attivista crittografo).

blockchain
La sua opera è stata proseguita dai cosiddetti “miners”
, minatori, i quali, attraverso complicatissime operazioni, che sono gestite da terminali estremamente performanti possono creare nuovi bitcoin. Possono cioè decrittare la stringa (l’algoritmo) di un blocco, il quale contiene una certa quantità di criptovalute che vengono assegnate al minatore a mo’ di “premio”. L’emissione di nuova “moneta” è però limitata: non può superare i 21 milioni di unità. Quando si raggiungerà la soglia prestabilita di unità, sarà il sistema stesso a fornire le valute necessarie per remunerare i minatori.

Ma quanto valgono i bitcoin? È la risposta a questo interrogativo che li ha resi sempre più famosi e ha fatto sì che se ne interessassero sempre più investitori. Se nel 2010 con un dollaro si compravano 1.309 bitcoin, nel 2017 il rapporto si era più che invertito: 1 bitcoin valeva più di 10.000 dollari. A inizio 2018 quasi 20.000, fino ad arrivare ad altre 60.000 dollari nel 2021. Dove potrà realmente arrivare? Oggi si contano più di 200 criptovalute diverse al mondo!

2) Motivi per uno scoppio della Bolla sulle Crypto


Vi siete mai chiesti quali sono le principali motivazione che potrebbero portare ad uno scoppio della bolla sulle criptovalute?
Bene, andiamo dunque alla scoperta delle più probabili cause per poi capirne anche le possibili conseguenze. Vediamo i 5 principali motivi di seguito riportati:

  1. CATALIZZATORE DI ATTENZIONE: Una delle principali premesse affinché una bolla finanziaria si crei è senza alcun dubbio avere una narrazione favorevole alle spalle. Quindi, è necessario che lo strumento finanziario oggetto di bolla (in questo caso le crypto) catturi l’attenzione dell’investitore medio e si presti ad una narrazione da parte dei media coinvolgente. Tutto ciò, ovviamente, le criptovalute lo hanno fatto. Pensate a tv, telegiornali, social, amici, parenti, chiunque parlano oramai di crypto e chiunque ha una sua opinione più o meno attendibile su di esse. Quello che è certo è che le crypto sono al centro dell’attenzione di tutti e che non passano inosservate come altri strumenti meno appetibili come gli ETF. Si narra che persino Rockefeller decise di vendere tutte le sue azioni in portafoglio quando anche il lustrascarpe della borsa gli parlava di investire in azioni come metodo per fare soldi nel futuro. Questo esempio ci fa capire molto bene come è quantomeno doveroso iniziare a “drizzare le antenne” dato che persino l’amico del bar sotto casa oramai parla di crypto come il futuro;
  2. NUOVO SEGMENTO DI MERCATO: Negli ultimi anni le cryptocurrency hanno coperto un segmento di mercato rimasto libero, stiamo parlando degli strumenti altamente speculativi che in passato erano rappresentati da quei titoli chiamati “Opzioni Binarie”. Tra il 2015-2017 le binary options sono state molto in voga proprio per la solo peculiarità di essere strumenti che potevano generare alti profitti e di conseguenza anche alte perdite in pochissimo tempo. Negli anni successivi le opzioni binarie sono state bandite e uscite dai radar degli speculatori, ma anche in quell’occasione la narrazione che se ne faceva era molto persuasiva e accattivante, un metodo per fare soldi velocemente. Che siano le criptovalute le nuove opzioni binarie? Solo il tempo ce lo potrà dire;
  3. STAKING DI CRYPTO: Lo staking delle criptovalute è una delle modalità passive attraverso cui il possessore di un crypto asset può guadagnare somme aggiuntive, nella forma di interessi riconosciuti secondo un calcolo annuale, ma accreditati su base mensile o secondo altre periodicità. Puoi pensare allo staking come un’alternativa al conto deposito vincolato. Si tratta di tenere fondi in uno wallet di criptovalute per sostenere la sicurezza e le operazioni di un network blockchain. In sostanza, si dà a prestito cryptocurrency su delle piattaforme specializzate a fronte di interessi molto elevati ai depositari. I tassi elevati, tuttavia, dovrebbero farci scattare un allarme nella testa, in effetti chi prende a prestito le crypto sono quei trader che operano a leva e che di conseguenza devo rimborsare ulteriori prestiti. Un altro preludio per la creazione di una bolla è sicuramente quello di avere speculatori che operano a margine su tali asset finanziari;
  4. EREDITÁ COVID-19: Durante il periodo del covid-19 nei mercati ci sono state ingenti immissioni da parte delle banche centrali dei vari paesi del mondo di moneta per far fronte a politiche monetarie espansive molto aggressive che in tanti casi hanno voluto dire soldi freschi sui conti correnti dei cittadini (vedi reddito di cittadinanza o altri incentivi monetari). Dall’altro lato, inoltre, il lockdown ha lasciato molte persone chiuse in case per mesi e naturalmente in qualche modo le persone dovevano distrarsi e il trading e gli investimenti sono stati sicuramente uno dei principali modi con cui cittadini di ogni età si sono “distratti” durante il covid. Le piattaforme di trading sono state inondate di liquidità in questo periodo e hanno fatturato profitti da capogiro. Naturalmente però i nuovi “investitori del lockdown” non hanno investito i loro capitali in noiosi strumenti finanziari come gli ETF o le azioni con le quali è difficile fare soldi velocemente, ma piuttosto in strumenti eccitanti e adrenalinici some la criptovalute che permettono e promettono grandi ritorni in tempi piuttosto brevi;
  5. CRYPTO COME BENE RIFUGIO: Ad oggi il bitcoin è visto ed utilizzato da molti investitori come un vero e proprio strumento anti-inflazione e dunque un bene rifugio come lo sono nella realtà gli immobili o l’oro e i vari metalli preziosi. Quante volte avrete sentito dire che il bitcoin è il sostituto dell’oro. Molte. Ma come mai? Tutto questo si verifica in quanto, come accade per l’oro che è un bene raro in natura e dunque non può scendere troppo di prezzo per effetto della scarsità della risorsa, anche bitcoin ha un limite massimo di creazione (21 milioni di unità) che allo stesso modo crea una sorta di scarsità del bene. Il sol fatto di iniziare a paragonare bitcoin (bene digitale e non regolamentato da nessun istituto garante) all’oro ci dovrebbe far generare in testa alcune domande alle quale ad oggi non abbiamo una chiara risposta se non per effetto di una bolla speculativa imminente.

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3) Possibili Conseguenze


Avendo compreso, nel precedente paragrafo, le principali motivazioni che potrebbero portare ad uno scoppio della bolla sulle criptovalute, è altrettanto importante capire cosa potrebbe accadere e quali potrebbero essere le conseguenze immediate e di lungo termine sulle nostre vite. Vediamo di seguito 4 possibili conseguenze:  

  1. FUGA DAGLI ASSET RISCHIOSI: Tutte quelle persone che negli anni hanno investito nelle crypto e che si sono accorte di aver perso soldi nei mercati, nel momento in cui ci dovesse essere un reale scoppio della bolla sulle criptovalute, inizieranno ad aver paura di tutto. Si verificherà un vero e proprio “shock”, nel quale nel breve periodo la maggior parte degli investitori di crypto decideranno di non investire più in alcuno strumento finanziario buttando via di fatto il bambino con l’acqua sporca. Tutto ciò, potrebbe far scendere in maniera anche abbastanza brusca il mercato azionario nel suo complesso (effetto domino) in quanto si entrerebbe in una modalità che viene definita di “risk-off”; cioè in una modalità di completa avversione al rischio. Come ogni buon investitore invece sa molto bene, è proprio in quei momenti che si presentano le migliori opportunità di investimento nei mercati, molti titoli potrebbero essere “a sconto”;
  2. EFFETTO “FLY TO QUALITY”: con effetto “fly to quality” si indica, sui mercati finanziari, il momento in cui gli investitori hanno paura di qualcosa e dirigono i flussi di capitali verso beni rifugio come i metalli preziosi o le stesse obbligazioni a lunga scadenza (es. Bund tedeschi o i T-Bond Usa). Proprio gli stessi strumenti che ora sono così tanto disprezzati per i bassi rendimenti (vedi bond) o l’oro potrebbero invece tornare in auge ed essere beni piuttosto quotati perché tangibili (e non digitali). Un altro settore che potrebbe essere avvantaggiato da un crollo delle crypto potrebbe essere il settore immobiliare o real estate. Storicamente un settore anti-crisi;
  3. RIDIMENSIONAMENTO DELLE CRYPTO: Un possibile crollo delle crypto inevitabilmente porterebbe ad un ridimensionamento del mercato delle monete digitali e del possesso delle stesse dei portafogli dei maggiori investitori del mondo. Non è detto, tuttavia, che scompaiano del tutto (anzi è al quanto improbabile) a meno che non vengano bannate dagli stati stessi come per le binary options. Se solo si ripensa a quanto successo negli anni 2000 con lo scoppio della bolla di Internet la quale di fatto non implico che internet morì definitivamente, ma molte aziende che cavalcarono in quel momento storico il sogno di internet fallirono inesorabilmente. Di conseguenza, anche per le cryprocurrency potrebbe accadere la medesima situazione e quindi “sparire” nel breve termine per poi “riapparire” in maniera diversa nel lungo periodo con tecnologie e modalità di utilizzo differenti;
  4. EFFETTO OVERSHOOTING: Per “overshooting effect” si intende il superamento del valore di lungo periodo di una grandezza economica durante il processo di aggiustamento nel breve che avviene in risposta a uno shock esogeno. Nella sostanza, ciò significa che per effetto della forte paura che si potrebbe riversare nei mercati, molti degli strumenti finanziari esistenti e titoli azionari potrebbero avere un forte ribasso di breve periodo incondizionatamente dal paese o dal mercato di riferimento, creando così una crisi economica e finanziaria anche dei mercati reali.

E tu credi che ci sia una reale bolla sulle crypto? Dicci la tua nei commenti qui sotto e leggi l’articolo “Come fare SOLDI con le Crypto (5 Metodi Reali)” su SuitUpBlog 🙂
Articolo redatto dal consulente digitale Leonardo Papaveri!

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