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Ti sei mai chiesto se esistano metodi di coltivazione diversi da quello tradizionale? Andiamo alla scoperta di come possono crescere delle piante senza né acqua fresca né terra!

1) Cos’è l’idroponica e come funziona


La coltivazione idroponica ha origini molto antiche. I primi utilizzatori di questa tecnica furono infatti i babilonesi con i loro “giardini pensili”, una delle sette meraviglie del mondo antico. Tuttavia, non furono gli unici. La stessa tecnica fu utilizzata per molto tempo dai popoli che abitavano le zone montuose delle Ande, il Perù, la Bolivia o il Myanmar. Erano soliti coltivare giardini idroponici sulla superficie dell’acqua utilizzando bancali di paglia, fiori e substrati di diverso tipo. Nel 1930, questo tipo di coltivazione è stato scoperto dal Dr. Gericke dell’università di Berkeley, California, che è riuscito a svilupparlo e adattarlo alle tecnologie moderne. Grazie al suo operato, il sistema si è diffuso in tutto il mondo, diventando una tecnica di coltivazione altamente innovativa e moderna.

Ma come funziona nello specifico?

Essenzialmente, la coltivazione idroponica è una tecnica di coltivazione fuori suolo, in cui la terra viene sostituita da un determinato substrato. Ci sono due tecniche principali di coltivazione idroponica. La prima consiste nell’utilizzare un substrato, come miscele di perlite, sabbia o argilla espansa al posto della terra. Il substrato viene inumidito con acqua e sostanze nutritive che saranno necessarie per la crescita della pianta. La seconda tecnica, invece, non utilizza nemmeno il substrato. Le radici delle piante sono immerse direttamente nel flusso della soluzione nutritiva che è composta da acqua e sostanze nutritive disciolte.

coltivazione-idroponica
Nel secondo caso, è necessario fare attenzione ai livelli di ossigeno che la pianta riceve. La maggior parte delle piante trova difficoltà ad adattarsi ed ambientarsi in ambienti che presentano carenza di ossigeno. Se la pianta non riceve la giusta dose di ossigeno alla radice, rischia di morire asfissiata. Per questo motivo, è fondamentale accertarsi che alle radici sia fornita la giusta quantità di ossigeno e, quindi, di aria. Per ottenere i risultati sperati con la coltivazione idroponica è quindi necessario monitorare determinati parametri come temperatura dell’ambiente e dell’acqua, il livello di umidità, il livello di CO2, di luce, di sostanze nutritive e, chiaramente, di ossigeno.

2) I benefici dell’agricoltura idroponica


Il vantaggio principale di questa tecnica è sicuramente la possibilità di recuperare acqua grazie al riutilizzo del flusso idrico e, quindi, di utilizzare quantità di acqua fresca irrisorie rispetto alla coltivazione tradizionale. È una tecnica che potrebbe essere utilizzata anche in quei territori dove l’acqua fresca scarseggia. Inoltre, potrebbe essere applicata anche dove mancano terreno o il clima ideale per determinate coltivazioni, non essendoci bisogno appunto di terra ed essendo applicabile anche indoor. Grazie al monitoraggio delle condizioni dell’ambiente in cui la pianta si sviluppa, è possibile migliorare la gestione dei nutrimenti forniti alla pianta stessa. In questo modo si può ottenere una pianta più sana ed un risultato migliore rispetto alla coltivazione tradizionale.

smart garden
Com’è facilmente deducibile, a parità di prodotto ottenuto, i livelli di inquinamento e di emissioni di CO2 prodotti da questa tecnica di coltivazione sono nettamente inferiori rispetto a quella tradizionale. Inoltre, grazie alla mancanza di utilizzo di terra, se questa tecnica fosse applicata a livello globale, potrebbe risolvere parzialmente il problema della continua e progressiva riduzione del numero di aree coltivabili nel mondo. La mancanza di terra non permette la crescita di erbe infestanti, insetti o parassiti delle piante, permettendo all’agricoltore di non utilizzare pesticidi o diserbanti ed ottenere un prodotto di altissima qualità. Infine, la crescita della pianta è del 50% più veloce rispetto a quella tradizionale.

3) Applicazioni dell’idroponica

Al giorno d’oggi, questa tecnica è in continuo sviluppo e viene utilizzata e sfruttata in diverse modalità, vediamone alcune. In un precedente articolo abbiamo parlato di Nemo’s Garden, un’idea italiana grazie alla quale si può coltivare sott’acqua. Alla base del progetto c’è la coltivazione idroponica che permette di non portare terra e acqua fresca all’interno delle biosfere ancorate sott’acqua e di coltivare senza l’utilizzo di pesticidi o diserbanti.

biosfera

Un altro esempio è la “Vertical Harvest”, la fattoria verticale di Jackson Hole in Wyoming, negli Stati Uniti. Posta ai piedi di una delle località sciistiche più famose del Nord America, la “Vertical Harvest” permetterà di produrre in 400mq l’equivalente di un campo coltivato di ben 5 ettari. La fattoria è strutturata su tre piani. Il piano terra sarà dedicato alla vendita dei prodotti, mentre gli altri due interamente alla coltivazione. Torniamo in Italia per l’ultimo esempio: la Planet Farms di Cavegnago. Costruita alle porte di Milano, è la vertical farm più grande d’Europa. La struttura è di 9mila metri quadrati e sarà destinata alla produzione di insalata in foglia ed erbe aromatiche. La produzione è prevista per 365 giorni all’anno senza sprechi, scarti nocivi o alcun tipo di pesticida.

4) Conclusioni


Se sei arrivato fino a questo punto dell’articolo, avrai sicuramente capito che la coltivazione idroponica è una tecnica di gran lunga più sostenibile, sia a livello economico che ambientale, rispetto alla coltivazione tradizionale. La nostra speranza è che tutti gli Stati, nei prossimi anni, promuovano questa tecnica per riuscire a salvaguardare il nostro pianeta. È molto interessante vedere e scoprire come una tecnica utilizzata circa 5000 anni fa, potrebbe rappresentare una soluzione per il nostro futuro. Citando Warren Buffet “quello che impariamo dalla storia è che nessuno impara dalla storia”, in questo caso, fortunatamente, abbiamo imparato a dovere.

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N.B. Se anche tu vuoi approfondire il mondo della coltivazione idroponica e cimentarti in prima persona, il team SuitUp ti consiglia il libro “IDROPONICA: Manuale pratico“. 


Se l’articolo ti è piaciuto, faccelo sapere nei commenti qui sotto, e leggi l’articolo “Nemo’s Garden: Hai mai visto un giardino sottomarino?” su SuitupBlog 🙂  Articolo redatto in collaborazione con l’amico Samuele Ronconi