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Grazie alla digitalizzazione, le imprese hanno cambiato il loro approccio all’innovazione. La sperimentazione rapida sta trasformando il modo di innovare in azienda, il tutto è testimoniato dal Bloomberg Innovation Index


Indice dei contenuti:

  1. Innovare nell’era Digitale
  2. La sperimentazione rapida e il Minimum Viable Product
  3. Innovazione e crescita economica

1) Innovare nell’era Digitale


Nel precedente articolo (link qui) abbiamo analizzato insieme il terzo dei cinque pilastri strategici ovvero i Big Data. Oggi invece, parleremo del quarto pilastro strategico su cui poter definire un processo di Digital Business Transformation: l’innovazione. Ma cosa vuol dire innovazione? Secondo l’MIT, l’innovazione è un processo che accompagna le idee dalla fase di nascita ad avere un impatto in termini di business; Rogers invece definisce l’innovazione come ogni cambiamento apportato ad un prodotto, servizio o processo che costituisce una fonte di valore aggiunto. In sostanza, l’innovazione è quel processo per il quale vengono sviluppate, testate e portate dalle aziende sul mercato nuove idee. 

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Grazie alla digitalizzazione, al giorno d’oggi, innovare è un processo completamente differente rispetto a ciò che era possibile fare nell’era Analogica. In questo mondo digitale le imprese hanno bisogno di innovare in un modo radicalmente diverso, basato sulla sperimentazione rapida delle idee innovative. Al contrario, prima della digitalizzazione il processo di innovazione era basato sulle intuizioni di soggetti di elevata seniority, testare le idee era un’attività costosa e lenta e di conseguenza le sperimentazioni erano molto rare. Inoltre, le aziende focalizzavano il loro modo di innovare sui prodotti finiti, con l’obiettivo di individuare la soluzione corretta cercando di evitare il fallimento a qualunque costo. Ad oggi, secondo Rogers, innovare è un processo che si basa sulla validazione e il testing delle idee ed inoltre, le tecnologie digitali hanno permesso di realizzare in maniera costante ed economica la sperimentazione. Di conseguenza, le aziende focalizzano i propri sforzi sull’individuare correttamente il problema per elaborare un MVP (Minimum Viable Product) ed il fallimento è visto come un’occasione di apprendimento. Dunque, le aziende cercano di “abbracciare” il fallimento, tentando di fallire in maniera smart ovvero, fallire quanto prima e nel modo più economico possibile, imparando dagli errori commessi. Tutto ciò ha cambiato radicalmente il modo in cui le aziende realizzano processi di innovazione; nella tabella sottostante viene offerto uno schema riassuntivo dei cambiamenti avvenuti

tabella riassuntiva digitale
In sostanza, innovare ad oggi è una grande opportunità per ogni azienda; secondo uno studio condotto da Boston Consulting Group il trend innovativo tra le aziende è quello di realizzare innovazione del proprio modello di business. Infatti, innovare il proprio Business Model è tra le tre priorità nel disegno innovativo di un’azienda, ma le priorità cambiano a seconda del settore analizzato. Ad esempio, da tale studio è emerso che il settore in cui l’innovazione del Business Model è vista come una priorità è il settore dell’Automotive in cui il 33% delle aziende intervistate hanno espresso questa esigenza. Una simile tendenza è stata espressa anche da settori quali Finance, Materials e Consumer Goods (con percentuali rispettivamente del 30%, 29% e 27%). Mentre i settori nei quali, l’innovazione del proprio Business Model, non sembra essere un’esigenza prioritaria sono il Pharma, Media e dei Trasporti; settori in cui solo il 13%, 5% e 17% delle aziende intervistate ritiene prioritario innovare i propri modelli di business.

2) La sperimentazione rapida e il Minimum Viable Product


La digitalizzazione ha permesso alle aziende di innovare in maniera più rapida ed economica sfruttando la cosiddetta sperimentazione rapida, che altro non è che un processo iterativo attraverso il quale le aziende capiscono se le loro idee innovative possono funzionare oppure no. È un processo con cui le aziende testano la bontà delle loro idee, trasformando le ipotesi in azioni e le assunzioni in validazioni ed ancora separando le cattive idee dalle buone, permette quindi di rendere le buone idee innovazioni ad elevato impatto economico e finanziario. In sostanza, la sperimentazione rapida permette di testare rapidamente le proprie idee innovative per capire se possono o meno avere successo; considerando inoltre che la digitalizzazione ha incrementato la velocità con cui le aziende innovano, allora comprendiamo che il digitale permette alle imprese di testare più idee contemporaneamente e in maniera economica.
Un aspetto fondamentale della sperimentazione rapida è che permette di trasformare le proprie idee in prototipi, grazie al cosiddetto Minimum Viable Product (MVP); l’MVP altro non è che un prototipo di un prodotto o servizio che offre ai propri utenti solo il numero minimo possibile di caratteristiche. Realizzare un MVP permette di creare una versione iniziale del prodotto o servizio con il quale poter ottenere dei feedback reali ed utili dai propri clienti, realizzando così innovazione al minor costo possibile e massimizzando invece l’apprendimento riguardo le preferenze dei clienti. Infatti, secondo Rogers nel momento in cui abbiamo raccolto i feedback riguardo il nostro MVP, prenderanno piede una serie di iterazioni attraverso cui il nostro prototipo evolverà da un semplice modello verso un prodotto o servizio funzionante con tutte le caratteristiche piuttosto che solo alcune. Ad esempio, Spotify prima della propria ascesa nel settore dello streaming musicale lanciò un MVP molto semplice, ovvero una desktop app grazie alla quale iniziò a testare la validità della propria idea sul mercato. Nel frattempo, con i feedback ricevuti sviluppò e migliorò la propria mobile app riuscendo così a conquistare il mercato americano.

3) Innovazione e crescita economica


È fondamentale analizzare l’impatto economico dell’innovazione, poiché è stato dimostrato che la capacità innovativa di una nazione rappresenta un driver principale nella crescita del suo Prodotto Interno Lordo (PIL o GDP). In sostanza, una nazione può presentare un’economia più sviluppata proprio grazie ad una capacità innovativa maggiore rispetto ad altre nazioni. Quando si analizza il concetto di innovazione è importante comprendere come poter valutare la capacità innovativa di un paese, a tale fine viene in nostro aiuto il Bloomberg Innovation Index. Infatti, Bloomberg (nota società di mass media) ogni anno ci fornisce una classifica dei 60 paesi più innovativi al mondo; la quale è definita sulla base di 7 elementi principali che tutti insieme permettono di definire la capacità che un paese ha di innovare, chiaramente espressa tramite un punteggio. Questi elementi sono:

  1. Spesa in Ricerca & Sviluppo in percentuale rispetto al PIL;
  2. Valore aggiunto apportato dall’attività manifatturiera;
  3. Produttività;
  4. Presenza di aziende high-tech quotate;
  5. Efficienza del settore terziario;
  6. Presenza di ricercatori;
  7. Numero di brevetti registrati.

Dall’immagine di seguito riportata, possiamo vedere che, nel 2020, il paese più innovativo al mondo è stato la Germania, in seconda posizione troviamo la Corea del Sud e poi a seguire rispettivamente Singapore, Svizzera, Svezia, Israele, Finlandia, Danimarca, Stati Uniti e Francia. Non è un caso che i paesi più innovativi siano anche quelli che realizzano la miglior crescita in termini di PIL

Bloomberg Innovation Index

Inoltre, può essere interessante evidenziare che nel 2020 l’Irlanda abbia raggiunto il primo posto per valore aggiunto manifatturiero e produttività rispetto al PIL, gli Stati Uniti detengono il primato per numero di brevetti registrati e presenza di aziende high-tech quotate, invece Israele risulta essere il paese con la più alta spesa in Ricerca & Sviluppo rispetto al PIL ed infine Singapore risulta essere il paese più efficiente nel settore terziario. Mentre l’Italia è il 19esimo paese più innovativo al mondo, il 24esimo per spese in Ricerca & Sviluppo rispetto al PIL, il 20esimo per numero di brevetti registrati ed il 16esimo per presenza di aziende high-tech quotate. È di fondamentale importanza comprendere questi concetti in ambito digitale per cui, al fine di fornirvi uno strumento utile per stimolare la vostra curiosità, vi lasciamo qui un link con il quale potrete sapere a quanto ammonta la spesa in Ricerca & Sviluppo di ogni paese nel mondo. Vedrete come i paesi che investono di più sono anche quelli che crescono di più.

In conclusione, abbiamo quindi capito come le imprese concepiscono l’innovazione, in cosa consiste la sperimentazione rapida e cosa sia un MVP ed infine, come la crescita economica sia guidata dall’innovazione. Perciò, vi diamo appuntamento al prossimo articolo in cui analizzeremo l’ultimo pilatro strategico della Digital Business Transformation: la Value proposition. Vedremo quindi come il digitale abbia cambiato il modo in cui le imprese adattano la propria value proposition alle esigenze dei clienti.  


Dicci la tua nei commenti qui sotto e leggi il prossimo articolo “Digital Business Transformation: La Value Proposition nell’era Digitale” su SuitUpBlog 🙂
Questo articolo è stato creato in collaborazione con Giovanni Gennaro Consulente Digitale presso una delle primarie società di consulenza in Europa.