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L’Italia è il paese che subisce la maggiore evasione fiscale da parte dei suoi cittadini. In questo articolo vediamo i motivi per cui l’Italia non sa raccogliere le tasse.


Indice dei contenuti:

  1. Numeri dell’evasione fiscale in Europa 
  2. Da quando e come è iniziato questo problema? 
  3. Chi sono i più grandi evasori e come migliorare

1) Numeri dell’evasione fiscale in Europa 


Secondo quanto riportato da “Statista”, l’Italia è stato il paese con la maggiore evasione fiscale d’Europa nel 2019. Questi dati non solo non sorprendono più, ma sono anche indice del fatto che il nostro sistema fiscale abbia più di qualche lacuna; ma prima di analizzare i motivi per cui l’Italia non è, di fatto, in grado di raccogliere le tasse, intesa come tasso di evasione così alto, vediamo che cosa significa e quali possono essere i tipi diversi di evasione fiscale da parte dei contribuenti.

evasione fiscale
Quindi cos’è l’evasione fiscale?
Nella definizione di Treccani è “Un comportamento in violazione della legge nel campo delle imposte, delle tasse, dei contributi. Nell’e. f. rientrano tutti quei metodi illegali atti a ridurre o eliminare il prelievo fiscale e contributivo. Si verifica quando il contribuente si sottrae in tutto (e. totale) o in parte (e. parziale) all’obbligo tributario, mediante l’occultamento di imponibili e/o di imposta.”
Esistono quindi diversi tipi di evasione che variano in base alla situazione in cui tale evasione viene effettuata, quali:

  • Mancata dichiarazione fiscale: Il contribuente, sia esso una persona fisica o giuridica, non dichiara al fisco una parte del proprio reddito o del proprio patrimonio. Tali redditi o patrimoni sono certificati (es. busta paga), ma il contribuente omette di inserirli nella dichiarazione fiscale;
  • Mancato pagamento dei tributi: Il contribuente dichiara l’imponibile reale senza però pagare effettivamente il tributo dovuto. È il caso, ad esempio, del mancato versamento dell’IVA;
  • Attività sommersa: Il contribuente occulta, in tutto o in parte, la propria attività economica al fine di far risultare dai documenti fiscali un volume di affari inferiore (imponibile) e quindi pagare un carico fiscale minore. In questo caso vengono a mancare del tutto i documenti contabili che comprovano l’attività economica. È il caso, ad esempio, del mancato rilascio dello scontrino fiscale, delle vendite in nero, del lavoro nero, ecc.;
  • Frode fiscale: La frode fiscale consiste nell’ideazione di un sistema contabile organizzato, basato su false fatturazioni, al fine di scaricare l’onere fiscale su altri soggetti fiscali. È il caso, ad esempio, delle false fatturazioni e delle frodi carosello.

2) Da quando e come è iniziato questo problema? 


Dunque, a cosa è dovuto il problema dell’evasione fiscale?
Il tutto è dovuto  da vari fattori, tra i quali è fondamentale riconoscere i valori culturali e le leggi in vigore non sempre chiare. I valori culturali presenti in Italia tendono ad agevolare questo tipo di azione data la “dottrina della furbizia” che attanaglia il nostro paese da tempo immemore. Questo aspetto è inoltre testimoniato dalla porzione di popolazione più agiata: i ricchi. Tra i personaggi più noti ricordiamo molti che hanno avuto o hanno tutt’ora problemi con il fisco. Tra questi Gino Paoli, Tiziano Ferro, Gianna Nannini, Valentino Rossi e molti altri.

euro
Per essere precisi questo fenomeno non avviene solamente in Italia, anzi sia in Europa che nel mondo ci sono casi davvero eclatanti di evasione e spostamento di fondi nei cosiddetti paradisi fiscali. Basti pensare al caso Lionel Messi. La stella numero 10 della squadra di calcio del Barcellona ha infatti avuto molteplici problemi con il fisco spagnolo dovuti a frode fiscale. Nel nostro paese però questo problema ha radici profonde e l’inizio di quella che oggi possiamo considerare “la filosofia dell’evasione moderna” ha radici non troppo lontane. Infatti, è dal post-boom economico che questa tendenza ha preso piede fino a diventare un avvenimento comune. Nel momento in cui stavano iniziando le prime evasioni, lo stato prontamente tentò di ridurre il fenomeno modificando la tassazione ed aumentando la pressione fiscale. Queste riforme ebbero l’effetto contrario, in quanto chi stava evadendo continuò ad evadere, mentre i contribuenti minori, cioè gran parte dei cittadini, si ritrovarono con una quantità di tasse da pagare maggiore di riforma in riforma. Oggi siamo arrivati ad essere uno dei paesi con maggiore pressione fiscale del mondo, ed è per questo che sono necessarie delle riforme adeguate. Tutt’ora le tasse che gravano sulle PMI rendono davvero difficile il sostentamento delle imprese e proprio per questo che il governo  dovrebbe agevolare coloro che compongono il 92% dell’imprenditorialità italiana  e non solamente le grandi aziende che sono in grado di “fare la voce grossa”. Se vuoi approfondire come ridurre la tua tassazione clicca qui

3) Chi sono i più grandi evasori e come migliorare


Avendo compreso chi sono i privati cittadini che di fatto evadono di più nel nostro paese, è ora inevitabile considerare quali siano le aziende che effettuano questo trucchetto in larga scala e che hanno un peso ancora maggiore sull’economia del paese. Quando si tratta di evasione è inevitabile considerare anche quelle aziende che spostano la propria sede legale dall’Italia all’estero per ottenere agevolazioni fiscali. In questo senso, la più celebre è il gruppo FCA. Il gruppo che fa capo alla famiglia Agnelli, prossimo alla trasformazione in Stellantis a seguito della fusione con il gruppo PSA, è ormai difficilmente considerabile una azienda italiana data la matrice internazionale delle operazioni. Nonostante ciò, sono ancora molti i dipendenti italiani impiegati dalla società e per questo ha comunque un impatto molto forte sullo stato. Con sede aziendale a Londra e sede legale in Olanda, quello che rimane della ex FIAT oggi sul territorio italiano sono quindi solamente le fabbriche che producono le automobili. Tutto ciò fa riflettere considerando anche il fatto che lo stato italiano ha dovuto finanziare la cassa integrazione degli operai FIAT durante la pandemia di COVID19.

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Quindi, la domanda che viene spontanea è: di chi è la colpa? È la colpa attribuibile allo stato italiano che con il suo regime di tassazione molto elevato soffoca le aziende nel territorio? Oppure è colpa degli imprenditori italiani che per mettere maggiori introiti ricorrono a questi mezzi? Beh, come spesso accade, la verità giace a metà tra i due punti di vista. Infatti, anche con un regime fiscale favorevole sarebbe impensabile immaginare uno stato in cui l’evasione non esistesse; allo stesso tempo però, la difficoltà di attrarre imprenditori non è un fattore da sottovalutare. Con un IVA al 22% ed una tassazione così elevata, perché un’azienda estera dovrebbe investire in Italia? Riforme strutturali e serie sono oramai d’obbligo per risollevare la nostra penisola ad ogni costo.  


E voi che cosa ne pensate? Cosa dovrebbe fare lo stato per risolvere la pressante pressione fiscale in Italia? 

Facci sapere la tua nei commenti qui sotto e leggi il prossimo articolo “La Curva di Laffer ed il livello di tassazione ottimale” su SuitUpBlog 🙂