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Nell’immaginario comune l’idea di città futuristica si basa su connettività, ecologia e grattacieli. Vediamo quali sono i pro e contro di questi sviluppi urbanistici.

1) Verso il futuro con uno sguardo al presente


Se qualche anno fa il concetto di macchine che si guidano da sole, di connettività e vivibilità delle grandi metropoli sembrava solo un miraggio, oggi siamo arrivati ad un punto di svolta
che potrebbe cambiare il volto delle nostre città per sempre. A partire da costruzioni come il “Bosco Verticale” a Milano e il Copenhill a Copenaghen, le metropoli stanno diventando sempre più “smart” e “green”.


Il miglioramento delle tecnologie con gli sviluppi nel campo ingegneristico, del design e delle costruzioni sta dando una faccia nuova alle metropoli che pian piano si stanno avviando verso una connettività che non ha precedenti. Nuove linee metro, grattacieli di centinaia di piani con all’interno tutto ciò che si potrebbe ricercare in una città; stanno dando alla luce un concetto di vita diverso.  L’ esempio più evidente in questo senso è la capitale economica degli Stati Uniti, New York City. Tra le prime città a popolarsi di grattacieli, oggi la grande mela offre delle soluzioni estremamente innovative per la vita dei suoi inquilini con edifici come “One Manhattan Square”. Grattacielo di 170 piano con all’interno 9000 metri quadrati di “amenities”. Comprensivo di cinema, piscine, palestre, sala da bowling e campo da golf virtuale il palazzo contiene tutto ciò che può essere trovato in un’intera città di provincia. Tutto questo avviene però ad un prezzo molto caro. Infatti, con i costi del mercato immobiliare che stanno arrivando alle stelle, le disuguaglianze in questa rivoluzione urbana stanno gravando sulle spalle di chi non è in grado di permettersi tutti questi lussi ed è lasciato alle zone delle metropoli che ancora devono svilupparsi.

Dunque, nonostante tutti questi miglioramenti urbani, ci sono ancora molti aspetti della vita delle grandi città del futuro che devono essere necessariamente migliorati per aumentare la qualità della vita nei centri urbani. Il livello di inquinamento e polveri sottili è infatti ancora molto distante dai valori ideali, e se il COVID19 ha portato una spinta temporanea verso una qualità dell’aria migliore, le predizioni mostrano che la tendenza è comunque preoccupante per gli anni a venire. Solamente in Cina, nazione che è riuscita a ripartire prima delle altre riuscendo a mantenere il contagio della seconda ondata, i valori di inquinamento sono tornati a raggiungere i livelli pre-crisi molto velocemente, per poi addirittura superarli in poche settimane. Rimanendo in queste condizioni sembra impossibile poter immaginare delle città del futuro vivibili nel breve periodo se una rivoluzione a livello ambientale non prenderà piede al più presto.

2) Il costo dell’innovazione


Con l’avvento delle c.d. “smart city” che stanno diventando sempre più una realtà sia nel mondo occidentale che nel mondo orientale, la tecnologia avrà un compito sempre più importante
, fino a diventare una necessità nelle grandi metropoli densamente popolate. In Asia abbiamo assistito ad un fenomeno di urbanizzazione che ha completamente stravolto il volto del continente, a partire dalla Cina passando per il Giappone fino ad arrivare a realtà con tecnologie all’avanguardia e skyline piene di grattacieli come Singapore.

Questa densità di popolazione rende quindi necessario uno sviluppo di reti urbane che rendano vivibile una sezione di territorio ridotta abitata da milioni di persone. Questi grandi sviluppi portano ad enormi costi che gravano sulle spalle dei governi centrali. Solamente la Cina ha costruito più grattacieli negli ultimi anni rispetto a tutto il resto del mondo. Come dimostrato dalla Shanghai Tower si può arrivare al punto che costruire così in alto non sia veramente remunerativo. Infatti dopo la fine della costruzione della seconda struttura più alta del mondo, il governo cinese ha deciso di porre un veto sulla costruzione dei grattacieli. Tutto ciò è dovuto alla fruibilità delle strutture che sia in grado di ripagare i costi di costruzione e di portare profitti nel lungo termine. Tutt’oggi la Shanghai Tower ha infatti interi piani di uffici vuoti ed un potenziale che non è ancora stato sfruttato a pieno.
Oltre al pericolo di non ottenere un adeguato ritorno economico, ci sono anche molti problemi urbanistici e di vivibilità che questi nuovi e lussuosi distretti possono creare. Il caso più eclatante è quello della skyline di Londra. Nella zona di “The City” l’insieme di queste strutture estremamente alte ha modificato i flussi di vento che circolano nella città. Questo “incanalamento dei venti” che sono costretti a passare nelle piccole fessure tra gli edifici, li ha resi molto più severi e “ad altezza d’uomo” in quanto hanno meno spazio da cui passare. Quasi ironicamente la zona è adesso impraticabile per i ciclisti in molte fasi dell’anno in quanto la severità delle correnti ventose può letteralmente farli cadere dalle bici. Per saperne di più, in questo video la spiegazione completa.

3) Cosa ci aspetta su Marte?


Guardando al futuro dell’urbanistica non possiamo non considerare
quella che più che una speranza, sembra diventata una certezza nel futuro: le città fuori dall’atmosfera terrestre. Dopo il grande rilancio ed esposizione pubblica dei programmi spaziali negli ultimi mesi, molte sono le speculazioni di un futuro “establishment” fuori dal nostro pianeta.

Questo scenario porta la pianificazione urbana ad un livello completamente superiore. Se come sembra, agenzie internazionali pubbliche e private saranno in grado di portarci su Marte entro il 2050, si creeranno condizioni a cui dovremo essere in grado di adattarci nel più breve tempo possibile. Già adesso si stanno svolgendo delle prove di come una città sul pianeta rosso potrebbe sembrare. Come riportato da questo articolo della CNN architetti e ingegneri di tutto il mondo stanno già provando ad immaginare cosa potrebbe significare vivere in ambienti completamente inospitali. Il progetto di costruzione di una “città Marziana” nel deserto di Dubai, non è solamente l’indice di un processo di crescita di tutta l’umanità, ma anche un’ammissione mai vista prima di fiducia nella tecnologia . Infatti, se in questo momento la tecnologia si può considerare un “di più”, almeno per quanto riguarda le funzioni vitali, in futuro potrebbe non essere più così. In posti in cui l’aria non è respirabile e le distanze non sono colmabili senza l’utilizzo di macchinari, saremo completamente dipendenti dal funzionamento della tecnica che tanto si sta evolvendo in questi anni.

Dovendo completamente ripensare il nostro modo di vivere sarà incredibile vedere come la nostra capacità di adattamento si affiancherà alle nostre abilità di design. In questo video si possono già vedere alcune strutture futuristiche che sono state progettate dai migliori architetti e designer del mondo. Tali costruzioni porteranno innovazione e soprattutto sostenibilità, e mentre l’estetica ricorda quella di molti film di fantascienza (se vuoi sapere il perché dai un’occhiata al nostro articolo La nostra concezione del futuro), la fruibilità e l’impatto ambientale sembrerebbero essere talmente bassi che verrebbe da chiedersi come mai non si costruisca in questo modo da tempo anche sulla terra con sistemi ecosostenibili che non lasciano footprint. Tornando sulla terra, un altro mezzo di “sopravvivenza” saranno le rappresentazioni 3D. Come descritto da quest’ultimo video di B1M, essere in grado di rappresentare le città in 3D in “real time” risulterà assolutamente vitale per il benessere delle aree urbane ultra popolate. Essere in grado di simulare qualunque evento quali catastrofi come terremoti, incendi e tempeste porterà le aree urbane ad un nuovo livello di sicurezza in cui il margine di errore sarà pressoché pari a 0.


E voi cosa ne pensate del futuro delle città?
Sarà possibile creare degli ambienti sostenibili accessibili a tutti? Riusciremo mai a vivere su altri pianeti? Fateci sapere che cose ne pensate nei commenti e seguiteci per altri articoli su SuitUpBlog 😊