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Il Black Friday è un inganno? Bhe una cosa è certa, in pochi riescono a non farsi coinvolgere da questo evento “imperdibile”. Scopriamo insieme gli effetti psicologici e di marketing che influenzano le nostre scelte d’acquisto.


Indice dei contenuti:

  1. Storia del Black Friday: nascita ed espansione
  2. Black Friday in Europa e il fenomeno Amazon
  3. Marketing & Psicologia: L’effetto Black Friday

1) Storia del Black Friday: nascita ed espansione 


Il Black Friday
, in italiano “Venerdì Nero”, è una ricorrenza legata allo shopping che ormai fa parte di tutta la cultura occidentale. Fenomeno nato negli Stati Uniti, oggi è stato adottato da moltissime nazioni europee in cui la pratica dello shopping sfrenato online sta dilagando con l’ascesa dei giganti del web quali Amazon e Ebay.
L’origine della tradizione si può far risalire ai primi anni ’20 in cui il concetto di festeggiamento nel giorno post “Thanksgiving” americano venne introdotto dalla catena di magazzini di New York, Macy’s. Da allora, il giorno dopo il “Thanksgiving” viene considerato come l’inizio vero e proprio del periodo natalizio, quando si cominciano a fare i primi regali. Partendo da questa situazione di atmosfera festiva, negli ultimi anni, il Black Friday è diventato proprio un evento a sé stante. Solo nel 2013, si stima che negli Stati Uniti siano stati spesi circa 57,4 miliardi di dollari da più di 80 milioni di persone.

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Molto interessante risulta essere la comprensione dell’etimologia del termine stesso.
Nonostante il fatto che non esista una versione conclamata ufficialmente, si pensa che il Black Friday prenda il nome dal grande traffico che la fine del periodo di “Thanksgiving” portava nelle strade di Filadelfia (USA). Un’altra ipotesi, forse anche più accreditabile della precedente, riguarda invece una particolare abitudine che accompagnava i commercianti nel giorno dopo la festa del ringraziamento. Infatti, date le ingenti vendite, i commercianti erano soliti passare dal colore rosso, simbolo con cui viene segnalata una perdita, al colore nero, che invece testimonia il colore con cui viene registrato un guadagno nel registro delle attività commerciali. Dunque, storicamente il Black Friday è sempre stato considerato un giorno economicamente movimentato in cui i venditori hanno sempre guadagnato molto. Per come invece lo intendiamo oggi, il Black Friday è ben lontano dalle strade affollate di Filadelfia e soprattutto dai commercianti che annotano le entrate nei propri libri contabili. Con il passare degli anni, infatti, questo particolare giorno si è trasformato in un vero e proprio “discount day” di tutto ciò che è presente nel marketplace di internet, particolarmente in quello di Amazon. Infatti, è proprio la società con sede a Seattle che ha fatto del Black Friday un vero e proprio evento globale grazie al quale riesce ad aumentare le proprie entrate notevolmente ogni anno; almeno un americano su due che acquista un prodotto online, lo farà tramite la piattaforma di Amazon durante la giornata del Black Friday. 

2) Il Black Friday in Europa e il fenomeno Amazon 


Il Black Friday è oramai da anni uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per molti acquirenti, dato il prezzo dei prodotti mediamente più basso, e dei rivenditori, data la grande mole di volumi di vendita che garantiscono entrate di cassa straordinarie
Questa situazione risulta essere comune in quasi tutti i paesi del mondo, in particolare in Europa, secondo Statista, si prevede che la spesa totale più alta durante il Black Friday sarà registrata nel Regno Unito (UK) rispetto a qualsiasi altra nazione europea nel 2020 con circa 7,5 miliardi di sterline. Anche per ciò che riguarda gli ultimi due anni (2018-2019), il Regno Unito non ha avuto rivali in termini di spesa. Il secondo paese classificato invece è la Germania, in cui il valore delle vendite nel weekend del Black Friday e del Cyber Monday ha raggiunto i 6,1 miliardi nel 2018 e i 6,3 miliardi di sterline britanniche nel 2019. Nel 2020, tuttavia, si prevede che la Germania spenda circa il 6% in meno durante il medesimo periodo. Infine, nel gradino più basso del podio si classifica la Francia con 4,9 miliardi di sterline spesi nel 2018, 5,1 miliardi nel 2019 e una spesa prevista di circa 4,1 nel 2020. Per ciò che riguarda, invece, il Belpaese, la spesa totale media nel periodo del Black Friday non ha mai superato un valore di 3 miliardi di sterline negli ultimi 3 anni. Oltretutto, in tutti i paese del vecchio continente è prevista una forte riduzione della spesa da parte dei propri cittadini nell’anno in corso, a causa dell’impatto delle restrizioni del coronavirus e delle misure di blocco in vigore in molti paesi; oltre ai gravi danni a livelli economico che le famiglie e imprese hanno subito per effetto della pandemia COVID-19

statista

Ciò detto, i dati sopra citati ci testimoniano come il Black Friday di fatto sia un fenomeno di shopping americano per origine, ma i consumatori europei lo hanno accolto e adottato con grande euforia. Forse non sorprende che i prodotti più acquistati del giorno del Black Friday siano, ormai da anni, nella categoria tech. Per ciò che riguarda il mondo del retail, quindi, il “Venerdì Nero” è allo stesso tempo una sfida e un’opportunità, sia che si tratti di negozi al dettaglio sia per l’online. Il re di tutti i rivenditori, che sorge subito in mente in questo giorno speciale, è Amazon. Ad esempio, nel Regno Unito il numero totale di transazioni effettuate nel corso del Black Friday del 2018 sulla piattaforma britannica di Amazon ha registrato un aumento del 30% rispetto a circa due settimane prima. Nell’evento gemello del “Venerdì Nero”, il Cyber Monday, il numero totale di transazioni è stato appena inferiore ai quattro milioni. Numeri da capogiro dunque per una delle società più grandi al mondo che è riuscita ad unire la comodità del trasporto a casa a dei prezzi mediamenti più bassi rispetto ai negozi retail. 

3) Marketing & Psicologia: L’effetto Black Friday 


Un ultimo aspetto che vale la pena analizzare del Black Friday è come, in così poco tempo, abbia cambiato la nostra concezione di spesa e le nostre abitudini alla compravendita di prodotti anche senza la nostra volontà. Questi comportamenti sono legati a motivazioni di natura sociale e psicologica, in particolare alla notevole influenza che subiamo dai fattori esterni e a come noi tutti reagiamo agli stessi.

In primis, è necessario analizzare che cosa accade nel web durante il periodo pre-Black Friday. A partire da una decina di giorni prima dell’evento, siamo costantemente esposti ad annunci e pubblicità che segnalano l’imminente “occasione imperdibile”. La continua ripetizione degli annunci porta la maggior parte dei consumatori a convincersi del fatto che il Black Friday sia realmente un giorno speciale rispetto agli altri, quando in realtà non è sempre così. Accade spesso, infatti, che in tale giornata solamente una parte dei prodotti in vendita sono veramente in sconto, mentre molti altri (generalmente di media-alta fascia) restano sugli standard di prezzo pre-black friday. Nonostante ciò, anche le vendite dei prodotti non in sconto aumentano cospicuamente. Questo aspetto è dovuto principalmente alla c.d. “febbre dello shopping” che di fatto colpisce tutti noi e porta anche chi non avrebbe un vero e proprio interesse all’acquisto, a comprare dei prodotti non necessari.

Sale
Esistono dei fondamenti psicologici per cui questo fenomeno avviene. Uno dei termini più utilizzati che descrive al meglio questa sensazione è il “FOMO”. In inglese “Fear of missing out”, cioè il concetto di perderci una incredibile occasione e dunque sprecare una grande opportunità. Molti annunci pubblicitari, come ad esempio i “saldi”, giocano proprio su questo fattore unicamente mentale. L’effetto Black Friday pone la clientela sotto pressione dato il tempo limitato a disposizione per l’acquisto a sconto. Metodo molto efficace per attrarre attenzione e creare bisogno.
In altre parole, il tuo cervello inizia a dirti di spendere, spendere, spendere!


E voi riuscirete a resistere alla voglia di comprare nuovi prodotti di fronte a tante opportunità come nel periodo del Black Friday? 


Dicci la tua nei commenti e non perderti il prossimo articolo “Come analizzare una pubblicità” su SuitUpBlog 🙂