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Il Marketing Digitale è letteralmente esploso negli ultimi anni sebbene non a tutti sia chiaro cos’è e quali sono i 5 principali drivers per gestirlo al meglio; tutto questo in questo articolo!


Indice dei contenuti:

  1. Storia del marketing digitale
  2. Mappa di posizionamento del marchio

     

1) Storia del digital marketing


Il marketing digitale è apparso per la prima volta come termine negli anni ’90 in un mondo completamente diverso da quello che abbiamo oggi
, agli albori della rivoluzione informatica. Il web 1.0 era principalmente contenuto statico con pochissima interazione e nessuna vera comunità. I primi banner pubblicitari iniziarono nel 1993 e il primo web crawler fu creato nel 1994 – questo fu l’inizio dell’ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO) per come li conosciamo oggi. Questo potrebbe non sembrare un passato profondo e lontano, ma se consideriamo che questo avvenne quattro anni prima del lancio di Google, oltre 10 anni prima di YouTube, e che i social media non erano nemmeno un sogno in quel momento storico, ci dimostra quanta strada abbiamo fatto in così poco tempo. Una volta che Google ha iniziato a crescere ad un ritmo sostenuto è iniziata l’era moderna di internet. Blackberry, un marchio non più legato all’innovazione, lanciò la posta elettronica mobile e apparve MySpace. Tale social è stato il vero principio dei social media come li definiamo oggi, ma non ha avuto il successo che avrebbe potuto avere dal punto di vista dell’esperienza dell’utente e alla fine questo è ciò che ha portato alla sua caduta. L’introduzione di Adwords da parte di Google è stata la loro vera piattaforma di crescita e rimane un flusso di entrate chiave per loro fino ad oggi. La loro innovazione, l’interfaccia semplice e gli algoritmi accurati continuano a rimanere incontrastati (anche se Bing ha fatto alcuni buoni passi avanti negli ultimi anni).

marketing digitale

I cookie sono stati uno sviluppo chiave e anche oggetto di discussione negli ultimi anni con la nuova regolamentazione e i continui dibattiti sulla privacy. Mentre i cookie hanno giocato un ruolo importante nelle continue preoccupazioni sulla privacy della tecnologia digitale, sono stati anche uno sviluppo chiave nel fornire contenuti rilevanti e quindi personalizzare l’esperienza dell’utente. Web 2.0 è stato un termine coniato nel 1999 da Darcy DiNucci, ma non veramente reso popolare fino a Tim O’Reilly nel 2004. Con il Web 2.0 non c’è stata una revisione della tecnologia come il nome potrebbe suggerire, ma più un cambiamento nel modo in cui i siti web venivano creati. Questo ha permesso al web di diventare un luogo sociale, è stato un abilitatore di comunità online e così sono nati Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, Skype e altri. Una tendenza che è sicuramente apparsa negli ultimi 10 anni è un aumento delle parole d’ordine.

Infatti, sembra che ci sia una nuova parola o frase per tutto. Da “big data” a “dark social”, nuovi termini arrivano di continuo. Mentre queste parole d’ordine possono ispirarci e aprirci gli occhi a nuovi modi di pensare, raramente cambiano la pianificazione strategica di base di un’efficace organizzazione guidata dal marketing. In questa serie di articoli andremo ad analizzare quali sono le metriche sulle quali le aziende si basano per costruire una solida strategia di marketing, con particolare attenzione al mondo del digitale, che pian piano sta conquistando una grande share dei budget delle multinazionali. In particolare, andremo ad approfondire, in questo ed altri articoli a seguire:

  • Mappa di posizionamento percettivo del brand (nel prossimo paragrafo)
  • “Lifetime value” del cliente
  • Segmentazione
  • Le 4P del Marketing
  • Le 5 forze di Porter

2) Mappa di posizionamento del marchio


Come primo criterio analizzeremo la mappa di posizionamento. È utile usare una mappa di posizionamento del marchio per sviluppare la vostra strategia di posizionamento sul mercato per i vostri prodotti o servizi. Queste mappe, tuttavia, non sono costruite a partire dalla vostra visione del vostro mercato, ma dalle percezioni dei consumatori e quindi sono talvolta chiamate mappe percettive. Queste mappe danno una visione chiara, di dove il marchio o i prodotti si collocano rispetto ai concorrenti, evidenziando così qualsiasi lacuna del mercato e dimostrando dove ci sono aree di intensa concorrenza. Di seguito viene riportato un esempio di mappa di posizionamento. 

La maggior parte delle mappe percettive sono disegnate con due assi, X e Y. Si intersecano al centro e formano quindi una croce. Questo non è l’unico modo di disegnare una mappa di posizionamento, ma è di gran lunga il più comune. Quello che viene posizionato sugli assi dipende dal tipo di variabile che si vuole analizzare ed è quindi necessario considerare i driver del settore specifico e quale sia l’obiettivo della ricerca. Se dovessimo disegnare una mappa dei marchi automobilistici usando le scale di praticità e accessibilità, come mostrato in figura, possiamo vedere abbastanza chiaramente dove si trova la concorrenza diretta in termini di percezione e dove possono esserci delle lacune nel mercato. Questo è utile anche per determinare dove viene percepito il vostro marchio e può aiutare a costruire la strategia per portare il marchio più vicino possibile all’obiettivo delineato. Oltre a rivedere la posizione attuale della vostra azienda o del vostro marchio, le mappe percettive possono anche aiutarvi a identificare opportunità per il lancio di nuovi marchi. Se la mappa dell’industria automobilistica mostrata nella figura fosse il risultato di una ricerca reale, potreste decidere che il lancio di un marchio che rappresenta lo sport e le prestazioni, ma che si trova nella fascia di prezzo media avrebbe poca concorrenza e quindi potrebbe essere un’ottima opportunità di business. D’altra parte, dovete combinare questo pensiero con le dimensioni del mercato. Per esempio, nessun marchio è percepito come molto sportivo e molto economico, quindi c’è un divario, ma questo potrebbe essere dovuto dal fatto che non si tratti di un’opportunità redditizia o perché quando le persone compra auto sportive si aspetta di spendere soldi e non si fiderebbero di un’auto sportiva a buon mercato.

In conclusione, il marketing digitale guiderà sempre di più le spese delle aziende nei prossimi anni. Capendo quali siano i driver principali è possibile anche comprendere che cosa, di fatto, il marketing digitale sia e anche come usufruirne al meglio.


E voi che cosa ne pensate? Credete che le mappe di posizionamento possano essere un tool efficace per avere chiara la posizione del vostro brand rispetto alla concorrenza?

Fateci sapere la vostra nei commenti qui sotto e leggeteDigital Marketing: Il Customer Lifetime Value e la Segmetazione” su SuitUpBlog 🙂