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In questo articolo andremo ad analizzare se è più efficace “il pubblico” o “il privato” per fare sviluppare un certo settore economico


Indice dei contenuti:

  1. Definizioni e applicazione dei sistemi
  2. Quali industrie dovrebbero essere gestite dallo stato?
  3. Esempi di privatizzazione di successo e non

1) Definizioni e applicazione dei sistemi


La questione settore pubblico vs settore privato è sempre stata un concetto cardine su cui si basano le società. Due ideologie che fino a qualche tempo fa potevano sembrare completamente contrapposte, oggi trovano applicazioni molto diverse nei paesi più sviluppati del mondo. Ma prima di spiegare in che modo siano applicati questi 2 concetti, vediamo le definizioni.

Settore Pubblico
“Nel settore pubblico rientrano i soggetti (la pubblica amministrazione) che, come funzione principale, producono servizi non commerciabili o intervengono nel processo di ridistribuzione del reddito e tutte le unità presenti nellambito della proprietà pubblica.” 


Settore Privato

Quando si definisce il settore privato “si considerano invece le famiglie e le società, finanziarie e non, escluse dal settore pubblico”

Per capire il concetto al meglio è necessario introdurre come queste due realtà siano interconnesse. Infatti, la privatizzazione, in diritto e nell’economia, è quel processo giuridico-economico che sposta la proprietà di un ente o di una società dal controllo statale a quello privato. Il procedimento opposto è la nazionalizzazione. Questo potenziale interscambio rende infatti molto flessibile il concetto ed è proprio per questo che in base alle singole situazioni i paesi decidono di comportarsi in modo sostanzialmente diverso. I differenti sistemi di diritto, infatti, attingono a principi fondamentali su cui si basano le società e rappresentano profondamente anche le culture dei paesi. Gli esempi più eclatanti in questo senso sono le differenze tra Stati Uniti, Cina e parzialmente Europa.
Gli Stati Uniti infatti sono una società basata sul concetto di capitalismo, che è definito come il sistema economico in cui il capitale è di proprietà privata. L’idea di essere in grado di fare qualunque cosa è infatti tipica della cultura americana e viene costantemente proposta nella cinematografia statunitense. Per comprendere al meglio il cosiddetto “american dream” il team SuitUp vi consiglia di leggere il nostro articolo “Sogno Americano: La fine di un mito?”

capitalism
Al contrario, la cultura cinese è molto diversa. Queste diversità emergono in primis nel modo che hanno di relazionarsi con gli altri e di conseguenza nel tipo di ideali che vengono perseguiti dalla popolazione. In questo senso il nazionalismo che governa il paese rappresenta una base solida che rende certa una situazione economica costante a discapito però dalla libertà individuale. Allo stesso tempo è corretto dire che gli imprenditori cinesi hanno modo di esprimersi attraverso un sistema competitivo che il governo sfrutta al fine della crescita economica della nazione. Quindi il concetto dello stato come potenza suprema rimane intatto anche nell’ambiente competitivo.

2) Quali industrie dovrebbero essere gestite dallo stato?


Come detto nel paragrafo precedente, ogni stato agisce in base a molte variabili che costituiscono l’identità del paese stesso, e una di queste è senz’altro la libertà di azione dei cittadini in campo economico. Una società completamente privatizzata riscontra però molte problematiche dovuta alla continua ricerca del profitto da parte dei singoli imprenditori che può condurre al favoreggiamento del singolo cittadino rispetto al bene comune. In questo modo si inaspriscono fortemente le disuguaglianze che con il passare del tempo rendono evidente la presenza di diverse classi economiche ben distinte. In una società così sviluppata coloro che non sono in grado di avere delle entrate cospicue vengono inondati dalla quantità di costi estremamente elevali anche dei servizi fondamentali. In questo caso gli Stati Uniti sono esempio di come il capitalismo estremo non sia esattamente meritocratico. In una nazione in cui l’istruzione superiore (università) può essere raggiunta praticamente solo con l’ottenimento di un prestito bancario e in cui le assicurazioni e le aziende farmaceutiche detengono il controllo della sanità, vivere con “poco” non risulta quasi possibile.

capitalismo
Allo stesso modo la totale statalizzazione dei settori non è comunque una strada che garantisce il successo, tutt’altro
. Data l’estrema complessità di gestione che un paese comporta è quasi necessario che le aziende siano guidate da privati invece che che da funzionari pubblici, proprio per favorire la produzione e l’efficienza dell’intero sistema paese. È per questa ragione che la risposta giace probabilmente a metà tra i due sistemi, in cui parte delle industrie è sotto controllo dello stato e parte è invece privatizzata. Per individuare quali industrie rendere statali è bene analizzare il motivo per il quale tale settore potrebbe essere più funzionale nelle mani dello stato. In questo senso le concetto non è complesso, in quanto le industrie statali dovrebbero essere quelle che garantiscono un servizio fondamentale per i cittadini. Laddove i cittadini con un reddito più basso non siano in grado di sostenere delle spese è necessario l’intervento dello stato. Se questo non accade la conseguenza diretta sarebbe che la privatizzazione dell’industria la porterebbe ad essere guidata dal profitto, che, come detto, spesso non coincide con quello che è in realtà il bene comune della popolazione vista come insieme. È proprio per questo che industrie come sanità e istruzione devono avere alternative accessibili a tutti. Poi nel momento in cui i beni o i servizi venduti non sono fondamentali per la sopravvivenza del cittadino la cosa più logica è quella di creare un mercato all’interno della nazione da cui tutti possano beneficiare. Lo stato dal momento che ottiene tasse dalle aziende, le imprese perché guadagnano con i profitti ed i cittadini in quanto usufruiscono della riduzione dei prezzi medi grazie alla concorrenza del mercato libero.

3) Esempi di privatizzazione di successo e non


Avendo analizzato quali sono le caratteristiche dei settori privati e pubblici vediamo ora alcuni esempi di come la privatizzazione dell’industria abbia portato giovamento a tutto il mercato e altri in cui il processo non è stato invece di successo. Uno dei più importanti casi di privatizzazione è stato portato a termine dall’azienda dell’imprenditore sudafricano naturalizzato statunitense, Elon Musk. Stiamo parlando chiaramente di SpaceX. Dopo aver mandato in orbita degli astronauti per la prima volta nella storia da parte di una compagnia privata, SpaceX è pronta adesso a rivoluzionare completamente il nostro concetto di viaggio spaziale. Essendo in grado di creare una realtà che può autofinanziarsi e mettere a disposizione razzi di diversa capacità e grandezza, SpaceX non solo permette al pubblico di sognare un allunaggio alla portata di tutti nel breve periodo, ma favorisce anche le missioni della Nasa. Infatti, la compagnia basata a Los Angeles, offre un servizio di “navetta” senza il quale l’agenzia governativa americana non sarebbe in grado di portare carichi alla ISS o semplicemente condurre esperimenti fuori dall’atmosfera terrestre, visti gli elevati costi di produzione che il governo non è disposto a finanziare. Da questo esempio si può chiaramente evincere quanto tutto il mercato possa beneficiare dalla privatizzazione di un’industria.

space x
Anche in Italia il mondo dei trasposti ha usufruito degli enormi cambiamenti che la privatizzazione può portare. È stato così con l’inserimento di Italo Treno nel mercato delle ferrovie. Entrata in scena nel 2012, l’azienda proprietaria dei treni ad alta velocità è stata in grado di far risparmiare ai consumatori circa 800 milioni di euro. Questo è stato possibile tramite la competizione che ha portato alla riduzione dei prezzi del “main competitor” Trenitalia.
Esempi in cui invece la privatizzazione non ha veramente portato molti benefici
, né al consumatore né al settore stesso, invece, sono nel campo universitario e della sanità. Per motivi diversi, ma possiamo considerare entrambi i campi come un fallimento della privatizzazione perché non solamente rendono meno accessibili diritti inalienabili dell’uomo che invece dovrebbero essere alla portata di tutti, ma influenzano anche la visione di cioè che l’offerta pubblica propone, svalutando cioè che è alla portata della maggior parte della popolazione. Gli Stati Uniti fanno da esempio cardine visto che le migliori università sono nella maggior parte dei casi private la sanità non è decisamente alla portata di tutti, dati i vertiginosi costi delle assicurazioni.

In conclusione, il settore privato e il settore pubblico sono fortemente connessi. Il modo in cui le nazioni si organizzano è estremamente influenzato dalla cultura del paese, in questo senso Cina e Stati Uniti sono esempio di quanto i sistemi di governo possano differire. Considerando gli esempi di SpaceX e Italo, pensate che sia giusto aprire certi tipi di industrie alla privatizzazione? Quali settori dovrebbero invece rimanere pubblici?
Fateci sapere la vostra nei commenti qui sotto e leggeteSicurezza Informatica: I dilemmi Etici” su SuitUpBlog 🙂

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