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In un mondo sempre più dipendente dalla digitalizzazione scopriamo i dilemmi etici della sicurezza informatica portati dall’avanzamento dell’AI


Indice dei contenuti:

  1. La situazione attuale
  2. Self-driving cars: chi si assume la responsabilità?
  3. I cambiamenti portati dall’AI

1) La situazione attuale


Come abbiamo descritto nell’articolo “Ambiente economico ideale per l’innovazione” il mondo dell’innovazione ha trovato un nuovo protagonista su cui le aziende e i governi punteranno nei prossimi anni: l’Intelligenza Artificiale. Per capire però quali possano essere gli eventuali rischi e pericoli nell’adozione di intelligenze artificiali sul mercato di massa, è prima necessario capire di cosa si tratta effettivamente. Secondo Treccani l’intelligenza artificiale studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono di progettare sistemi hardware e sistemi di programmi software atti a fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana.”

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E cosa significa tutto ciò? Per comprendere quale sia il valore effettivo dell’intelligenza artificiale dobbiamo immaginarci le capacità di calcolo di un computer con l’intuizione di un uomo. L’intuizione è data dal concetto di machine learning che fa si che il programma sia in grado di imparare da solo sulla base di alcune linee guida date dal programmatore. Un esempio in questo senso è la grande capacità a cui sono arrivate le macchine nel riconoscere i volti nelle immagini. Fino a pochi anni fa, infatti, era una delle principali pecche delle macchine che con i metodi tradizionali facevano fatica a riconoscere una faccia in una foto. Proprio per questo i famosi captcha hanno iniziato ad utilizzare il riconoscimento delle immagini per individuare se si tratta di un umano o di un computer. Oggi le macchine arrivano anche a ciò grazie al machine learning. Tutto questo è possibile in quanto, con questa tipologia di algoritmi, alle macchine vengono forniti solamente dati, in questo caso immagini, e analizzandole in grande scala, dopo un pò riescono a capire di cosa effettivamente di si tratti. Ed è proprio qui che partono i dilemmi etici della sicurezza informatica. Al momento non siamo ancora ad un punto tale da essere controllati completamente in quello che facciamo, ma le nostre azione nel web sono comunque suscettibili a grandi rischi dei cosiddetti data breach.

2) Self-driving cars: chi si assume la responsabilità?

Oltre all’utilizzo di informazioni base come possono essere i dati, i quesiti etici presto riguarderanno anche applicazioni fisiche, come ad esempio le automobili. Uno dei dilemmi più grandi riguarda proprio la responsabilità penale e civile, quella che in inglese si definisce come “liability”. Ad esempio, dato che Google e Tesla stanno investendo molti soldi nello sviluppo di macchine che saranno in grado di guidare da sole, cosa succederebbe nel caso di un incidente? A chi andrebbe la colpa? Beh, questo è sicuramente un bel rompicapo dell’era dell’informazione e digitalizzazione. Analizziamo meglio. Ad effettuare l’atto dell’incidente è stata, di fatto, la macchina in quanto per una qualsivoglia ragione non è stata in grado di evitare di scontrarsi con un oggetto/pedone. Però essendo difficile dare la colpa ad una macchina che non è senziente, la colpa potrebbe ricadere sulla casa automobilistica, che al tempo stesso non può essere ritenuta responsabile per il comportamento di oggetti esterni che possono entrare in contatto con il veicolo. Dunque, più ci immergiamo nella questione e maggiori sono i dubbi che sorgono. Per questo motivo, ci vorrebbe più interesse su questo tipo di questioni, oltre che sulla meraviglia che questi avanzamenti tecnologici portano.
In questo senso ha fatto molto Max Tegmark. Il fisico svedese naturalizzato statunitense, nel suo libro Life 3.0 (che lo staff di SuitUp vi consiglia per approfondire il tema) ha portato luce su questo tema che è spesso sottovalutato. Infatti, nel 2015 è stata svolta una conferenza a cui hanno partecipato personaggi di spessore del settore automotive come Elon Musk, proprio per raccogliere fondi ed iniziare a preoccuparsi dell’argomento. Se siete interessati a saperne di più guardate parte della conferenza a questo link.

3) I cambiamenti portati dall’AI


Nonostante abbia messo in luce molti di questi aspetti e abbia partecipato con investimenti alla campagna per la sicurezza informatica dell’intelligenza artificiale, proprio Elon Musk sta dando vita ad una delle aziende più pericolose che potrebbero sorgere sulla faccia della terra. Il fondatore di Neuralink ha infatti intenzione di permetterci di raggiungere uno stadio successivo del nostro approccio con il mondo della tecnologia collegando un microchip proprio al nostro cervello. Nella presentazione fatta qualche tempo fa, ha dimostrato come questa tecnologia già sia pronta e sicura per essere utilizzata sugli animali. Nonostante le intenzioni di Elon siano delle migliori, il rischio nell’inserire un microchip nel nostro cervello è davvero enorme. L’obiettivo primario è quello di aiutare personale con malattie celebrali e spinali e in questo senso sarebbe una vera e propria rivoluzione. Potrebbe letteralmente far vedere i ciechi e far camminare chi ha perso l’uso delle gambe a causa di malattie neuromotorie o incidenti.
Il problema sorge però in un secondo momento. Ammettendo che Neuralink riesca effettivamente a fare tutto quello che promette, arriverà senz’altro un momento in cui questi chip saranno utilizzati per altro oltre che per guarire da malattie. Ci sono già speculazioni sulla completa elusione del senso del dolore, bloccando il segnale che arriva ad alcune zone del cervello e altre aspetti futuristici come la telecinesi.

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Su questi dilemmi etici è inevitabile intavolare una discussione. Se fossimo in grado di comunicare solo tramite pensiero, sarebbero le aziende in grado di ottenere i dati di quello che pensiamo? La risposta è probabilmente si. E senza la libertà di pensiero quale effettiva libertà rimarrebbe all’uomo?
Quindi, queste innovazioni tecnologiche sono destinate a cambiare il mondo in modo permanente, senza affrontare questi dilemmi etici però il futuro assume più un carattere distopico che uno in cui la tecnologia e l’uomo possano lavorare fianco fianco “for the greatest good”. L’era delle macchina sta per cominciare a tutti gli effetti e sta solamente a noi essere pronti per questi cambiamenti.


E voi cosa ne pensate di questi dilemmi etici? Sarà possibile un giorno comunicare solamente con il pensiero come dice Elon Musk?

Facci sapere la tua nei commenti qui sotto e leggi il prossimo articolo “L’Ambiente economico ideale per l’innovazione” su SuitUpBlog 🙂

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