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S&P500 o NASDAQ dove investo i miei soldi? Questo è il dilemma. Andiamo alla scoperta delle principali caratteristiche dei due indici americani e quale rende di più. Via!  

1) Introduzione


Il NASDAQ 100 e lo S&P 500 sono tra i due principali indici azionari americani. Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di questi due indici. Nonostante siano molto noti, vale la pena comunque dedicare qualche parola alle loro caratteristiche e soprattutto paragonarli tra loro per scoprire qual è il migliore!

Negli ultimi, infatti, i due indici, benché abbiano tracciato la stessa rotta, hanno avuto performance assai differenti (quarto paragrafo). Cerchiamo di capirne il perché e quali eventuali osservazioni utili possiamo trarre da questo confronto. Per prima cosa però analizzeremo insieme la caratteristica di questi due indici.

2) S&P 500: Principali Caratteristiche


Lo S&P 500 è stato creato nel 1957 dalla società di rating Standard and Poor’s ed è il principale benchmark azionario dei titoli quotati a Wall Street
. Contiene 500 titoli azionari di altrettante società quotate a New York (sul NYSE e Nasdaq). Forse non ci avevi pensato ma “S&P” sta per Standard and Poor’s e “500″ sta per il numero di società che costituiscono il paniere dell’indice. Queste società rappresentano ben l’80% circa della capitalizzazione del mercato americano. Non a caso tale indice è considerato il più vasto e rappresentativo mercato azionario a livello mondiale.

Una delle caratteristiche distintive dello S&P 500 è la sua ampia rappresentanza dei diversi settori dell’economia statunitense, che include industrie come tecnologia, sanità, finanza, energia e beni di consumo, tra gli altri. Questa diversificazione settoriale conferisce all’indice una certa resilienza rispetto alle fluttuazioni che potrebbero influenzare pesantemente un particolare settore. Di seguito viene riportata una tabella riassuntiva con la suddivisione pesata in % dello S&P 500 per settori.

In termini di ponderazione, invece, le società componenti dell’indice vengono ponderate in base alla loro capitalizzazione di mercato, il che significa che il valore di mercato di ciascuna azienda influenza proporzionalmente il movimento complessivo dell’indice. Le aziende con una maggiore capitalizzazione di mercato hanno un peso maggiore nell’indice stesso rispetto a quelle con una capitalizzazione di mercato inferiore.

Inoltre, lo S&P 500 è ampiamente utilizzato come riferimento per valutare le prestazioni di molti fondi comuni di investimento ed ETF, non solo negli Stati Uniti ma anche a livello internazionale. La sua popolarità deriva dalla sua lunga storicità e dalle ottime performance che ha fatto registrare nel lungo periodo, tra l’8 e il 10% annuo. In sintesi, l’indice S&P 500 è una rappresentazione cruciale delle dinamiche del mercato azionario, fungendo da punto di riferimento chiave per gli investitori e gli analisti finanziari di tutto il mondo nelle loro analisi di mercato.

3) NASDAQ: Principali Caratteristiche


Il NASDAQ 100, invece, è un indice fondato nel 1971 dalla National Association of Securities Dealers ed è composto dalle prime 100 società non finanziarie in termini di capitalizzazione quotate al Nasdaq Stock Exchange
. A differenza dello S&P 500, che considera come unico parametro per l’inserimento nell’indice la capitalizzazione di mercato, il NASDAQ raggruppa le società sulla base della capitalizzazione e del settore in cui opera. In alteri termini, nel NASDAQ rientrano le società più grandi operanti nei settori più innovativi, primo tra tutti la tecnologia, ma anche sanità, comunicazione e servizi. Di seguito viene riportata una tabella riassuntiva con la suddivisione pesata in % del NASDAQ per settori.

Una delle caratteristiche principali del NASDAQ è la sua forte inclinazione verso le società tecnologiche, che lo rende particolarmente sensibile alle tendenze e alle dinamiche del settore tecnologico. Ciò significa che il NASDAQ può essere più suscettibile a fluttuazioni di mercato significative rispetto ad altri indici più diversificati. Analogamente allo S&P 500, le società incluse nell’indice NASDAQ vengono ponderate in base alla loro capitalizzazione di mercato.

Inoltre, il NASDAQ è noto per essere un terreno fertile per le società in fase di avvio e di rapida crescita, il che lo rende attraente per gli investitori che cercano opportunità di investimento a lungo termine in società con elevato potenziale di crescita. È ampiamente utilizzato da investitori, trader e analisti finanziari per comprendere le tendenze del settore tecnologico USA e valutarne le performance.

4) S&P 500 vs NASDAQ: Confronto


Bene, a questo punto dell’articolo abbiamo compreso quali sono le principali caratteristiche dell’uno e dell’altro indice americano, è arrivato quindi il momento di svolgere un’analisi di confronto dettagliata sui rendimenti e i relativi livelli di rischiosità (volatilità) che hanno fatto registrare negli anni, così da poter poi scegliere in maniera più consapevole in quale dei due indici investire i nostri risparmi. Iniziamo!

Per compiere la nostra analisi faremo una simulazione di performance partendo da un ammontare di €10.000 da investire in un arco temporale medio-lungo di circa 15 anni. Se avessimo investito 10.000 nel 2007 in entrambi gli indici azionari USA in modo totalmente passivo e non avessimo più toccato i nostri soldi da allora, dopo circa 15 anni avremmo ottenuto 52.213 dallo S&P 500 con un tasso di crescita media annua lorda del 10,82%, mentre dall’indice NASDAQ 100 avremmo ottenuto un totale di 107.000 con un tasso di crescita media annua lorda del 15,88%. Com’è possibile verificare dal grafico sottostante, dunque, se avessimo investito nell’indice NASDAQ, oggi avremmo un capitale quasi doppio rispetto allo S&P 500. Niente male vero? In particolare, dal 2016 in avanti il NASDAQ ha fatto segnare delle performance davvero molto importanti che hanno, di fatto, creato una voragine tra gli indici azionari grazie alla fortissima spinga delle aziende tech che compongono quasi il 50% dell’indice NASDAQ, rispetto ad un 27% dello S&P 500. Ciò significa che, investire nel NASDAQ, è un po’ come investire in leva nel comparto tecnologico americano, tralasciando quasi del tutto la diversificazione per settori industriali.

Ovviamente, non è tutto oro quel che luccica, infatti questi rendimenti da capogiro non sono arrivati senza rischi. A tal proposito, dobbiamo introdurre un noto indicatore di rischiosità utilizzato in finanza, chiamato Sharpe Ratio che misura il rapporto tra l’extra-rendimento di un fondo rispetto al rendimento di un prodotto finanziario senza rischio (risk-free) e la sua volatilità. L’indice è tanto più elevato quanto un maggior rendimento in un determinato periodo considerato è ottenuto con minor rischiosità. Più alto è l’indice di Sharpe, maggiore è l’abilità del gestore nell’ottimizzare il rapporto rendimento-rischio.

Nel nostro esempio di investimento, lo Sharpe Ratio dello S&P 500 in 15 anni è stato di 0,73 e quello del NASDAQ è stato di 0,87 punti. Ciò mostra che, apparentemente, il NASDAQ ha avuto un rendimento maggiore con una rischiosità minore nel lungo periodo. Tuttavia, com’è possibile vedere dal grafico sottostante, entrambi gli indici hanno avuto nel tempo dei drawdown molto importanti. Il drawdown in finanza ci indicare la perdita che si può subire in un investimento da un precedente massimo relativo o massimo assoluto. Di conseguenza, investendo in entrambi gli indici borsistici americani, durante il nostro periodo di investimento, avremmo subito delle perdite temporanee di oltre 40 punti percentuali, come nell’anno 2009; inoltre dal 2022 ad oggi il NASDAQ ha mostrato dei picchi al ribasso tra il 25 e il 30%. La volatilità rimane molto elevata e un punto debole dei due indici USA.  

In conclusione, questa analisi ci ha dimostrato come investire nel NASDAQ ci avrebbe portato ha dei rendimenti sensazionali nell’ultimo decennio grazie alle ottime performance del comparto tecnologico americano, ma non senza picchi di volatilità sia al rialzo che al ribasso molto importanti; senza contare la quasi assenza di diversificazione di portafoglio. Insomma, investire nei due principali indici azionari USA non è per tutti, assolutamente sconsigliato per i deboli di cuore o per chi non ama il rischio. Tuttavia, citando una delle più note leggi economiche: “non c’è rendimento senza rischio”.


E tu quale tra i due indici USA preferisci?
Faccelo sapere qui sotto nei commenti e leggi il prossimo articolo “ETF S&P 500: I Migliori 4 ETF in cui investire. Opinioni & Rendimenti.” su SuitUpBlog 🙂

Articolo redatto dal consulente Leonardo Papaveri!

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