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Le tipologie di obbligazioni esistenti ad oggi sul mercato sono molteplici, le quali scaturiscono diritti ed oneri molto diversi tra loro. Vediamole insieme.


Indice dei contenuti:

  1. Definizione di “OBBLIGAZIONE”
  2. Diritti ed Oneri dell’Obbligazionista
  3. Le diverse categorie di Obbligazioni

1) Definizione di “Obbligazione”


Le Obbligazioni sono titoli di debito (per il soggetto che li emette) e di credito (per il soggetto che li acquista) che rappresentano una parte di debito acceso da una società o da un ente pubblico per finanziarsi
. Garantiscono all’acquirente il rimborso del capitale (al termine del periodo prestabilito) più un interesse (la remunerazione che spetta a chi acquista obbligazioni in cambio della somma investita). 

In altre parole, chi acquista un’obbligazione versa del denaro a chi l’ha emessa (detto “emittente”) che lo utilizza per finanziarsi e si impegna a restituirlo alla scadenza ed a pagare un interesse prestabilito. Il rendimento delle obbligazioni è ridotto, anche in maniera sensibile, dalle commissioni di negoziazione e dalla tassazione elevata (che in Italia risulta essere del 26% sulla plusvalenza ottenuta, mentre per i titoli di stato l’aliquota fiscale è agevolata, attorno al 12,5%). 

obbligazioni

Le obbligazioni sono emesse allo scopo di reperire, direttamente tra i risparmiatori e a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle dei prestiti bancari, capitali da investire. Il vantaggio per la società emittente deriva da tassi di interesse solitamente inferiori rispetto a quelli che sarebbe costretta a pagare rivolgendosi ad un finanziamento bancario di eguale scadenza, mentre l’investitore beneficia di un tasso maggiore rispetto a quello di un investimento in liquidità e ha la possibilità di smobilizzare il proprio investimento sul mercato secondario.

2) Diritti ed oneri dell’obbligazionista


Come anticipato nel precedente paragrafo, il principale diritto che scaturisce dal possesso di un’obbligazione è quello di ottenere a scadenza, oltre che il capitale investito, degli interessi vantaggiosi da parte del debitore a favore del creditore. Solitamente il rimborso avviene alla scadenza e in un’unica soluzione, mentre gli interessi vengono liquidati periodicamente attraverso la cosiddetta cedola.

Tuttavia, le obbligazioni, come ogni attività finanziaria, comportano dei rischi. I principali rischi che scaturiscono dal possesso di obbligazioni sono:

  • Rischio di interesse (riguarda la possibilità che il prezzo del titolo diminuisca a seguito di variazioni dei tassi di interesse
  • Rischio di credito (è legato alla possibilità che l’emittente sia inadempiente, in tutto o in parte, nel pagamento degli interessi e/o del capitale)
  • Rischio di liquidità (si riferisce alla difficoltà di vendere rapidamente ed economicamente le proprie obbligazioni prima della scadenza. A questo riguardo, i titoli non quotati sono sicuramente meno liquidi di quelli quotate)
  • Rischio di cambio (è legato alla variabilità del rapporto di cambio tra due valute e si corre se si investe in titoli denominati in valuta diversa da quella domestica) 

3) Le diverse categorie di obbligazioni


Esistono diversi tipi di obbligazioni
che possono essere acquistate dagli investitori a seconda delle caratteristiche specifiche ed alle esigenze dei singoli soggetti. Le principali tipologie sono di seguito elencate:

categorie di obbligazioni

  • Obbligazioni ordinarie (titoli il cui rimborso nel caso di liquidazione o fallimento dell’emittente avviene in maniera prioritaria sul resto dei creditori. Tra queste le più conosciute sono: – obbligazioni a tasso fisso, le quali hanno cedole a tasso d’interesse costante per tutta la durata del prestito; – obbligazioni a tasso variabile, le quali offrono al possessore un rendimento variabile nel corso della vita del titolo e il tasso di interesse variabile può essere sia predeterminato tra le parti sia indicizzato);
  • Obbligazioni strutturate (esse sono degli strumenti obbligazionari particolari che presentano, oltre alla componente obbligazionaria, la quale garantisce il rimborso del valore nominale del titolo stesso, una componente derivata, il rendimento, che dipende da una attività sottostante quale un indice, un’azione ecc.);
  • Obbligazioni subordinate (titoli il cui rimborso nel caso di liquidazione o fallimento dell’emittente avviene successivamente a quello dei creditori ordinari. Le obbligazioni subordinate si distinguono, infatti, dalle altre obbligazioni non in base al tipo di tasso, ma per la tipologia di rischio. Si tratta infatti di titoli con rischio più elevato rispetto a quello delle obbligazioni ordinarie e pertanto sono caratterizzate da un maggior rendimento);
  • Obbligazioni garantite (sono obbligazioni il cui rendimento è garantito da un elemento sottostante);
  • Obbligazioni callable (si tratta di obbligazioni a tasso fisso per le quali l’emittente si riserva la facoltà di rimborso prima della reale scadenza delle stesse);
  • Obbligazioni indicizzate (esse sono un tipo di obbligazione il cui rendimento è strettamente correlato all’andamento di un particolare indice);
  • Obbligazioni convertibili (sono obbligazioni che incorporano la facoltà di convertire, a una data scadenza, il prestito obbligazionario in azioni, secondo un rapporto di cambio predeterminato);
  • Obbligazioni cum warrant (titolo obbligazionario che incorpora uno speciale diritto, detto warrant, di sottoscrivere azioni oppure obbligazioni a un prezzo predeterminato);
  • Obbligazioni statali (sono chiamate “statali” tutte le categorie di obbligazioni che vengono emesse dallo Stato. Nel contesto italiano, le obbligazioni più diffuse sono: BOT, CCT, CTZ e BTP).



    N.B.
    Per approfondire in maniera accurata il tema delle obbligazioni e delle sue principali categorie, il team SuitUp vi consiglia un libro di testo al quanto utilizzato tra le migliori università italiane: Manuale di Diritto Commerciale a cura del noto M. Campobasso.


    Dicci la tua nei commenti qui sotto e leggi l’articolo “Categorie di Azioni” su SuitUpBlog 🙂