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Le università servono ancora per trovare un lavoro? Se si, meglio iscriversi ad un master o una laurea? Scopriamolo insieme in questo articolo.   

 

Indice dei contenuti:

  1. Le università ed il lavoro
  2. Master Vs Laurea per trovare lavoro
  3. Conclusioni

1) Le università ed il lavoro


L’Università serve a trovare lavoro?
O meglio, con una laurea in tasca si hanno più opportunità di trovare occupazione in Italia? La risposta è assolutamente no. Dati statistici alla mano evidenziano come i tempi, anche nel bel paese, sono di fatto cambiati e una laurea in quanto tale non è un’assicurazione contro la disoccupazione; infatti le aziende moderne (es. Google) sono sempre più alla ricerca di personale qualificato e soprattutto con skills ben definite e specifiche sulla base della particolare attività/ruolo che si dovrà svolgere all’interno dell’organizzazione aziendale stessa. Dunque, le imprese innovative non assumono più laureati ma tendono sempre più ad ingaggiare personale “specializzato” senza di fatto dare un particolare peso al tipo di percorso universitario/di carriera che il candidato ha avuto fino a quel momento; piuttosto si cerca di verificare sul campo le competenze realmente acquisite.
 Quanto detto sopra, non significa assolutamente che l’università non serva a nulla o che quest’ultima non sia un ottimo banco di prova per acquisire conoscenze e capacità poi richieste nel mondo del lavoro, ma piuttosto che nell’attuale panorama lavorativo mondiale il mondo accademico risulta essere solo uno dei possibili metodi per crescere professionalmente (e non l’unico come lo era fino a qualche anno fa).
Inoltre, per determinate professioni la laurea è tutt’ora l’unico modo per potervi accedere, si pensi al medico, per il quale occorre aver conseguito la laurea specifica in medicina per ottenere l’abilitazione alla professione. Stesso discorso per altre figure professionali come: avvocato, notaio, commercialista, giornalista, ingegnere, professore e così via. Questo a testimonianza del fatto che l’università rimane comunque un percorso molto utile ed in alcune circostanze addirittura obbligatorio per esercitare determinate professioni.

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Tuttavia, nell’era della digitalizzazione e dell’innovazione continua, in cui tutto si evolve in maniera sempre più repentina, le figure professionali di una volta serviranno sempre meno a discapito di altre professioni nuove, più flessibili e smart. Per approfondire questo tema, e comprendere meglio quali sono le figure professionali del futuro, il team Suitup vi consiglia di sviscerare l’articolo scritto a tal riguardo cliccando qui.
Pertanto, tornando al quesito iniziale, l’Università non aiuta a trovare lavoro rispetto a chi la laurea non l’ha conseguita. In Italia, ci sono più posti disponibili per cuochi, camerieri e meccanici che per ingegneri, professori, medici o biologi. E il rapporto fra domanda e offerta nel primo caso è migliore che nel secondo. Tutto ciò è dovuto esclusivamente dal cambiamento in termini di robotizzazione, meccanizzazione e digitalizzazione in atto nel nostro paese.

2) Master Vs Laurea per trovare lavoro


Il mercato del lavoro “promuove” i master post-laurea. Nove studenti su dieci risultano occupati a un anno dal titolo, con stipendi più alti rispetto ai laureati e una maggiore probabilità di trovare sbocchi in linea con le proprie ambizioni di carriera.

Questo è il risultato delle analisi e ricerche svolte dal Sole 24 Ore sulla situazione occupazionale dei giovani italiani che si affacciano sul mercato del lavoro italiano.
Né si deduce il fatto che, per chi fosse intenzionato ad intraprendere una carriera universitaria sarebbe bene non fermarsi al raggiungimento di una laurea (triennale), ma al contrario proseguire il percorso di studi con un master post-laurea potrebbe essere la soluzione vincente per una carriera professionale di maggior successo.
Per comprendere meglio questo concetto, basti pensare che secondo l’Istat nel 2020 il tasso di occupazione per gli under 35 è del 21,7% per chi possiede solo la licenza media, del 47,9% per i diplomati e del 62,9% a livello di laurea e post-laurea (in aumento rispetto al 61,8% del 2019). Per questi ultimi nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni il tasso di disoccupazione è del 9,4% rispetto al 13,7% dei diplomati e al 20,1% di chi si è fermato dopo la scuola dell’obbligo.

Hiring
L’ultima indagine di AlmaLaurea, mostra le buone performance dei diplomati di master e che i laureati necessitano di un tempo più lungo per avvicinarsi agli stessi livelli occupazionali: è solo dopo cinque anni dal titolo che i laureati di secondo livello raggiungono un tasso di occupazione pari all’86,8%, un valore comunque ancora inferiore, seppure di poco, a quanto rilevato per i diplomati di master ad appena un anno dal titolo di studio.
La chiave del successo è molto spesso lo stage, a riprova che un corso di studio è efficace quando traghetta verso il lavoro con un percorso professionalizzante e la condivisione dei programmi con le aziende. In conclusione, ciò che distingue e rende i master post-laurea più efficaci rispetto alla laurea è proprio la forte connessione che si viene a creare tra studente e aziende partner del master che permette, in molti casi, di ottenere uno sbocco occupazionale (quasi) certo.
Ultimo aspetto molto importante da considerare quando si vuol scegliere il percorso di studi da intraprendere è sicuramente l’indirizzo di studi. Nel 2019, il tasso di occupazione della popolazione laureata raggiunge il livello più alto per l’area medico-sanitaria e farmaceutica (86,8%), seguono le lauree nell’ambito scientifico e tecnologico, le cosiddette STEM (83,6%), quelle dell’area socio-economica e giuridica (81,2%) e infine i titoli dell’area umanistica e servizi (76,7%).

indirizzo di studi

3) Conclusioni


Oggi, per i lavori moderni, bastano corsi mirati, specifici che formano il personale da assumere
. Google, IBM, Apple, Twitter, Amazon, Facebook ecc. non vogliono laureati. O meglio, ne bastano pochi. Vogliono persone giovani, intraprendenti e che abbiano frequentato brevi corsi di formazione specifici in “analisi dei dati”, “gestione di progetti”, “utilizzo di software”, ecc. Negli USA sono sempre più le aziende che ricercano manodopera specializzata non laureata. Anche perché costa meno.
Al contempo, se si sceglie di intraprendere un percorso di studi universitario, i dati statistici dimostrano come la laurea non è più sufficiente per ottenere un elevato successo professionale ed occupazionale nel breve-medio termine, ma risulta molto più performante in tal senso un master post-laurea. Dunque, la morale sembra essere: Chi ha intenzione di studiare che lo faccia bene e fino in fondo; altrimenti risulta essere più che sufficiente un corso specialistico post-diploma per ottenere una egregia occupazione.

go live
N.B.
Se anche tu sei alla ricerca di un lavoro post università, beh è arrivato il momento di prepararsi in modo efficace e consapevole ad un colloquio di lavoro; il team SuitUp vi consiglia un libro di testo intitolato “Why You? Il colloquio di lavoro: 101 domande di cui non avere mai più paura” a cura del britannico uomo d’affari J. Reed.


Dicci la tua nei commenti qui sotto e leggi l’articolo “Le migliori piattaforme per Freelance in Italia” su SuitUpBlog 🙂

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