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Il Vietnam può essere la rivelazione economico/commerciale del prossimo futuro? Vediamo il perché e come gli investitori italiani possano trarne beneficio!

1) Il Vietnam e la sua crescita commerciale ed economica


Il Vietnam è uno stato del sud-est asiatico con capitale la città di Hanoi. Dal 1967 è parte dell’ASEAN (Association of South-East Asian Nations), di cui sono membri 10 stati: Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Birmania, Filippine, Singapore, Thailandia e appunto il Vietnam. Questa unione economica comprende 600 milioni di consumatori. Il Vietnam è un paese ideale per investire in sviluppo ed espansione commerciale per svariate motivazioni che poi saranno meglio illustrate, in particolar modo per le aziende italiane. A livello di volumi commerciali l’Italia è il quarto partner commerciale del Vietnam nell’area UE ed è il quinto paese dell’area UE per importazioni dal Vietnam. Per l’Italia, tra i paesi dell’ASEAN, il Vietnam è il più grande partner commerciale.

Vietnam
Nonostante la Pandemia globale il PIL del Vietnam nel 2020 è cresciuto del 2,9%, e le stime del FMI parlano di un +6,6% per il 2021, una crescita importante. Il Vietnam continua ad attrarre nuovi investitori stranieri, mentre questi predispongono il loro budget per il 2021, e continua ad essere una delle principali destinazioni degli investimenti stranieri nell’Asia sud-orientale, in particolar modo per gli investitori “China plus one”. I motivi di ciò sono un assetto politico poco stabile, un costo del lavoro molto competitivo, nuove infrastrutture, numerosi accordi commerciali che vedono il Vietnam tra i protagonisti e altri incentivi.

2) Incentivi agli investimenti in Vietnam


Il primo incentivo è sicuramente il costo del lavoro
, che è tra i più competitivi all’interno dell’ASEAN, con salari minimi che ricadono fra i 132 USD e i 190 USD per periodi mensili. Il governo di Hanoi ha stabilito diversi minimi salariali in base a quattro diverse zone geografiche del paese, ma comunque non salendo mai sopra i 190 USD e non scendendo mai sotto i 132 USD, come è anche ben visibile nella tabella sottostante. Sicuramente il costo del lavoro così ridotto richiama molti investitori.

Il secondo incentivo riguarda l’imposta sul reddito delle società. Nel settembre 2020 il governo vietnamita ha approvato l’applicazione di una riduzione del 30% dell’imposta sul reddito delle società per quanto riguarda l’esercizio finanziario del 2020. L’esecutivo vietnamita ha dato la possibilità di usufruire di questi incentivi alle aziende i cui redditi non eccedevano gli 8,8 milioni di USD nel 2020. Di conseguenza i contribuenti aventi diritto dovranno pagare la sola aliquota del 14% a titolo di imposta sul reddito della società.

In questo momento l’aliquota dell’imposta sul reddito delle società è del 20%, ad eccezione di alcuni casi sottoindicati. Inoltre in seguito per favorire le imprese sul suolo vietnamita altri incentivi sull’IRES sono stati applicati: L’aliquota fiscale del 10% per un periodo di quindici anni/ per l’intero periodo di investimento per certe tipologie di aziende (Redditi delle imprese hi-tech e delle imprese agricole hi-tech, Redditi delle imprese derivanti dall’attuazione di nuovi progetti di investimento in aree con condizioni socioeconomiche estremamente difficili, etc.); oppure l’aliquota fiscale 17% per un periodo di dieci anni/per l’intero periodo di investimento per altre tipologie di aziende (redditi dei fondi di credito delle persone e degli istituti di microfinanza, etc.). Questo è un incentivo perché l’imposta dovuta è sensibilmente inferiore rispetto all’Italia dove è minimo il 24%. Il terzo incentivo riguarda l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Nel giugno 2020 l’esecutivo vietnamita ha approvato la Risoluzione 954/2020/UBTVQH14, che ha messo in atto delle riduzioni, per privati e dipendenti, dell’imposta su reddito delle persone fisiche. Un altro importante incentivo visto che in Italia, per esempio, l’imposta dovuta è molto più alta.

3) L’EVFTA


Un ulteriore, se non fondamentale spinta, per il commercio tra i paesi UE e il Vietnam è arrivata recentemente ovvero l’EVFTA: L’Accordo di Libero Scambio tra Unione Europea e Vietnam, le cui negoziazioni sono terminate nel novembre 2015, è entrato in vigore il 1° agosto 2020. L’accordo consiste in:

  • Per l’import in Unione Europea un – 85.6% di tasse doganali immediato ed un -99.2% dopo 7 anni;
  • Per l’export in Vietnam un – 48.5% di tasse doganali immediato, un -91.8% dopo 7 anni ed un -98.3% dopo 10 anni.

Questo accordo ha portato a dei risultati incredibili nel breve periodo. Grazie al nuovo accordo EVFTA, nei primi tre mesi del 2021 i valori di import ed export tra Vietnam ed Italia ha raggiunto quasi un miliardo e mezzo di dollari, in aumento del 21.4% rispetto al periodo stesso del 2020. 

EVFTA
I prodotti principalmente esportati dal Vietnam sono stati: macchinari, telefoni e componenti per telefoni, prodotti siderurgici, caffè, prodotti tessili e prodotti ittici. Mentre, invece, i prodotti importati dal “Bel Paese” sono stati: macchinari meccanici, plastica e i prodotti plastici, prodotti farmaceutici, mobili, prodotti tessili, bevande, vino e aceto. Per l’Italia, e per le PMI in particolar modo, l’accordo EVFTA può essere un punto di svolta. Questo perché grazie a una forte partnership con il Vietnam, le nostre aziende si potranno avvicinare in futuro anche con gli altri membri dell’ASEAN, per progetti di lungo periodo. Il Vietnam per l’Italia può essere il “Golden Gate” di accesso per l’area del Asia che si affaccia sul Pacifico, in particolar modo a seguito del recente accordo RCEP (Partenariato Economico Globale Regionale) che vede la nascita dell’area di libero scambio più grande del mondo che pesa per più del 30% del PIL globale.

Per saperne di più sulle unioni economiche che rivoluzioneranno le dinamiche dell’economia internazionale non perderti l’articolo “L’Unione Economica Eurasiatica: cos’è, è il futuro?” e i nostri prossimi articoli su Suitupblog 🙂
Articolo redatto in collaborazione con l’amico Simone Archetti!