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Le tasse sul trading e gli investimenti in Italia sono dei costi che devono essere presi in considerazione se si operare sul mercato finanziari sia che si voglia ampliare i propri risparmi, sia come fonte di guadagno. Ma come funziona la tassazione? Vediamolo in questo articolo!

1) Investimenti & Tasse: gli aspetti tributari


Il pagamento delle tasse sul trading e sugli investimenti è un obbligo di legge
, sia se l’attività è svolta da parte di un trader retail, sia se invece a operare è una società. Infatti, i proventi che derivano da questa attività, sono considerati come forma di reddito e come tali sono soggetti al pagamento di una imposta dovuta allo Stato italiano.

Ma quando si dovranno pagare le tasse? È importante precisare che in base a quanto stabilito dal TUIR, ovvero il Testo Unico Imposte sui Redditi, ai fine della tassazione sarà calcolata la plusvalenza, ovvero i guadagni ottenuti a netto delle spese, queste ultime definite minusvalenze, come le commissioni o eventuali perdite. Quindi, in linea di principio se le minusvalenze sono pari o superiori all’eventuale guadagno, non è presente una tassazione. Tutte le tipologie di investimento finanziario prevedono un’imposta, dalle azioni alle obbligazioni, dalle materie prime ai fondi di investimento ed ETF, dai BOT ai CFD, passando infine per le criptovalute.

Metodi legali per pagare meno tasse
Altro aspetto da considerare è la percentuale che si applicherà sulla plusvalenza. Dal 2014 l’importo che deve essere versato in Italia ai fini di tasse varia in base alla tipologia di investimento che si è effettuato. Infatti, se si esegue il trading sulle azioni, si acquistano criptovalute, si opera con i CFD, i futures o i derivati, si dovrà considerare l’applicazione di un’imposta sul capital gain pari al 26%. Sui fondi comuni di investimento, i SICAV e quelli a gestione passiva come gli ETF e gli ETC si applicherà, con la nuova riforma, una tassazione che sarà pari al 26% (prima era del 20%). L’imposta sarà inferiore per l’acquisto di titoli di stato europei e presenti nella White List, dato che in questo caso la percentuale sarà del 12,5% a cui si aggiunge, in base alla tipologia di BTP acquistato un credito d’imposta. Esistono soltanto poche eccezioni che prevedono alcune esenzioni all’applicazione della tassazione obbligatoria. Tra queste ci sono i PIR se mantenuti per 5 anni, i libretti di risparmio con giacenza inferiore a 5 mila euro e alcune forme di previdenza complementare, purché il fondo pensione riservi fino al 5% del patrimonio a investimenti di almeno 5 anni in piani di risparmio a lungo termine o investimenti qualificati.

2) Tasse sulle altre forme di Investimento


Oltre alle attività di trading, si applicherà una tassazione anche su altre tipologie di forme di investimento che vengono considerate come reddito. Tra queste si devono includere i dividendi azionari, ovvero le cedole che si ottengono per il possesso di un certo numero di azioni, la cui tassazione sarà pari al 26%. In questo caso si dovrà fare attenzione anche alla doppia tassazione presente in alcuni Paesi che si aggiunge a quella italiana con un costo aggiuntivo che riduce ancora l’eventuale profitto.

Altra tipologia di tassazione sugli investimenti è la Tobin Tax, introdotta nel 2013, che si applica su tutte le transazioni che hanno come oggetto azioni di società italiane, indispensabile al fine di stabilizzare i singoli mercati. Questa tassa fa riferimento solo alle società che hanno un capitale azionario superiore ai 500 milioni di euro. Si dovrà considerare un’aliquota sulle azioni che sarà pari allo 0,10% e che si applica solo ed esclusivamente sul saldo a fine giornata e non per le singole operazioni effettuate. Inoltre, si aggiungerà anche un’aliquota dello 0,2% nel caso in cui si sono eseguite transazioni sui mercati definiti OTC, ovvero Over the Counter come il Forex.

3) Come pagare le Tasse sugli Investimenti


Le tasse sugli investimenti si pagano attraverso la dichiarazione dei redditi, versando entro il 30 settembre le imposte relative ai profitti generati dagli investimenti durante l’anno precedente. Tuttavia, il versamento dell’imposta sostitutiva del 26% sul trading e sugli investimenti in Italia avviene in maniera diversa in base alla tipologia di sistema fiscale adottato . La possibilità di scelta è lasciata al trader, il quale avrà diverse opzioni in base alla piattaforma che utilizza per operare sul mercato. Infatti, se si utilizza un broker estero (es. Degiro), si dovrà necessariamente applicare un sistema dichiarativo e quindi calcolare ogni anno la plusvalenza al netto delle minusvalenze, inserendola all’interno dell’apposito quadro RT (Plusvalenze di natura finanziaria) nella dichiarazione dei redditi. Le stesse attività devono anche essere dichiarate nel Quadro RW, dedicato al monitoraggio delle attività detenute all’estero. Utilizzare broker esteri comporta di fatto che i guadagni ottenuti negli investimenti saranno sempre da considerare al lordo della tassazione.

Altro caso invece è quello di optare per l’utilizzo del regime amministrato disponendo quindi di una società che svolge la funzione di sostituto di imposta. Ciò significa che in maniera automatica, da parte della piattaforma, verranno sottratti mese per mese i costi riguardanti la tassazione sul capital gain, in modo da adempiere direttamente agli obblighi fiscali. Un sistema molto utile che permette di avere una visione immediata del relativo guadagno netto ottenuto dal trading. Questa operazione è possibile solo su piattaforme di trading che fanno riferimento a un istituto bancario con sede in Italia (es. Fineco), oppure a piattaforme di risparmio gestito riconosciute che offrono questo servizio al cliente.

4) Investimenti & Tasse: Riassunto


La tabella qui sotto riassume la tassazione applicata su vari strumenti finanziari.

tasse e investimenti

N.B. Se avete bisogno di supporto tecnico per comprendere il complesso mondo fiscalità-Investimenti, il team SuitUp in collaborazione con il Consulente Fiscale e del Lavoro RagPiattella Paola è a vostra completa disposizione. Di seguito vengono riportati i nostri contatti.


E tu hai qualche dubbio sulla tassazione degli investimenti?
 Faccelo sapere qui sotto nei commenti e leggi l’articolo “TASSE CRIPTOVALUTE: Come pagare le tasse sulle Crypto in Italia?” su SuitUpBlog 🙂
Articolo redatto dal consulente digitale Leonardo Papaveri!

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